Satana e il male

L’oblìo che avvolge la malvagità del peccato morale, è probabilmente il male
peggiore del nostro secolo.
Satana dilaga in Occidente sotto le forme dell’angoscia e della disperazione.
Dio dell’Occidente è morente e la potenza occidentale è solo materiale.
Qual è la grande debolezza dell’Occidente se non il fatto ch’esso ha perso
Gesù Cristo, la Fede nella Vita Eterna, nella Realtà di Dio Salvatore
dell’anima immortale, nel Giudizio Finale, nella Resurrezione?
Quando si rifletta sulla storia dell’umanità, ci si domanda con angoscia
perché essa sia in così grande misura una storia di sofferenze, di barbarie e
di sangue; perché ci sia negli uomini una costante incapacità a superare gli
egoismi collettivi ed individuali ed a vivere nella concordia e nella pace, a
creare un mondo più giusto e più umano, pur riconoscendo essi la
ragionevolezza ed il valore della giustizia, della solidarietà e della fraternità.
La risposta a questa domanda non sta nella fatalità d’un destino che
incomberebbe sulla storia umana, ma nel temibile peso che su di essa ha il
peccato. Questo peso si manifesta talvolta in fenomeni che hanno più del
demoniaco che dell’umano; fenomeni, cioè, in cui gli uomini appaiono
“posseduti dallo spirito del male”. Quanto è successo in Europa col
comunismo staliniano (ad esempio), porta i segni evidenti del demoniaco
nella storia.
Molti pastori della Chiesa Cattolica, invece di dire che la triste condizione di
oggi è perché si è abbandonato Dio, si mettono ad organizzare ed
appoggiare incontri inter-religiosi nei quali si costruiscono edifici di carta,
fondati sulla sabbia. L’ecumenismo, ontologicamente cosa buona e giusta,
per come è inteso e praticato oggi, l’ha inventato il diavolo, perché scardina la
Verità fondamentale della Religione Cattolica, la quale verrà a ridursi ad un
agglomerato di sètte, destinate a convivere con tante comunità eretiche e
scismatiche che si sentiranno appagate come chiese sorelle.
L’odierno ecumenismo mette l’opinione sullo stesso piano della Verità e
concede pari dignità alla verità e all’errore.
Si parla solo di Dio; per raggiungere l’ecumenismo si parla solo di Dio e si
trascura Gesù Cristo. E una scorciatoia, è un inganno.
Oggi, si invitano tanti preti in televisione per farne delle comparse in un
mondo ormai ridotto ad un palcoscenico, dove gli uomini entrano ed escono
come tacchi di scarpe sulla catena di montaggio.
La religione che si esibisce alla fiera delle vanità, la religione che ricerca i
segni appariscenti, la religione dei “santoni” e non dei “Santi” non ha nulla a
che fare con la via della Croce percorsa da Cristo.
È l’ennesima falsificazione satanica della religione.
«Il fumo di Satana è entrato nel tempio di Dio», diceva Papa Paolo VI,
riferendosi alla riforma liturgica, applicata in modo autoritario e violento.
Fu un atto di imposizione della gerarchia sui fedeli che non avevano
domandato la rivoluzione nella liturgia.
Nessuna obiezione venne ascoltata. Già operava il “principe di questo
mondo”. Tutto sembrava così innovatore, intelligente, comprensibile. Il
risultato è che la liturgia della Chiesa postconciliare, è una liturgia morente,
priva del sacro, priva di bellezza, di grandezza. La dissacrazione della
Messa, è divenuta la dissacrazione del prete.
La nuova liturgia non contiene errori, ma taglia parti essenziali della
Tradizione. Le nuove formule, opera di liturgisti perfetti della peggior
perfezione, quella razionale, sono prive del pathos profondo del dialogo tra il
prete peccatore, rappresentante del popolo, e il Cristo Redentore.
Non hanno sacralità. L’effetto è stato la dissacrazione della liturgia cattolica.
La Chiesa del Dio vivente, colonna e fondamento della Verità, scambiata per
una organizzazione benefica, estetica, socializzatrice. Questa è l’insidia
mortale che oggi va profilandosi di pari passo con l’indifferenza e
l’assuefazione.
Il processo di annientamento della nostra Fede sembra incontrovertibile, ma il
Signore ha promesso che le forze dei male non prevarranno. Non ci resta che
lottare e pregare affinché sia più lontano possibile il momento in cui, per
nasconderci, saremo costretti a tornare nelle catacombe. Tutto lo lascia
pensare in questa nuova “primavera della Chiesa”.
Per quanto riguarda i fenomeni diabolici più appariscenti, come divinazioni,
sortilegi, magie nere, incantesimi, possessioni, poltergeist, Woodoo,
macumba, messe nere, riti diabolici, case infestate, non sono qui trattati
perché, pur fenomeni reali ed esistenti, non rappresentano il vero pericolo
diabolico, quello che si gioca su scala planetaria.
Mi limiterò ad alcune considerazioni di carattere generale.
– Oggi, qualcuno tra i ricercatori moderni della mente, già osa, come il famoso
psichiatra californiano Van Duren, rifiutare come mistificante la pallida
terminologia semiscientifica della psicanalisi, e principia ad esplorare la
tragedia della follìa con le precise metafore di un linguaggio tecnico da gran
tempo caduto in dimenticanza: quello della stregoneria e dell’esorcismo.
– È opportuno rilevare il contesto più specifico di fenomeni di reale, o
presunta possessione diabolica, che ha indotto diversi Vescovi, prima oltre
oceano e ormai anche da noi, a riattivare la pratica diventata obsoleta
dell’esorcismo. Il che è sintomo quantomeno di una certa flessione di fiducia
nelle soluzioni terapeutiche scientifche (psichiatria e psicanalisi) e nel
riprendere quota di attese di salvezza religiosa.
– Scacciare i demoni fece parte dell’attività degli Apostoli
– Sono molti i disadattati che entrano nelle sètte. Il maggior reclutamento
delle sètte, che vengono dall’Oriente, viene operato sui giovani della
borghesia medio-alta. Superprotetti dai genitori, vissuti fuori dalla realtà,
incapaci di affrontare i rischi della vita, pieni di paure e di complessi, credono
di trovare nelle sètte quella sicurezza che non sono riusciti ad acquistare
nella vita. Soffrono d’infantilismo, come dimostra la forma di asservimento a
cui si assoggettano entrando nelle sètte.
Cosa ha portato Cristo sulla terra, quando c’è ancora tanto peccato ed
egoismo? Per l’esistenza del male che è in noi, essi vi sono. Noi siamo liberi.
Dio ci lascia liberi. Ma la venuta di Cristo, proprio per questi mali riparatrice,
fa sì che sia giusto che questi mali verranno giudicati. Quindi, riparazione al
male che è anche giudizio dei male.
Nessuno si illuda. AI termine della vita, nel momento stesso in cui cessa il
combattimento spirituale che ha, nell’agonia, il suo momento più solenne, per
ogni anima è già deciso definitivamente dei suo destino eterno.
Così, come una potente calamita attrae un oggetto, che da solo nulla può
fare per sottrarsi all’attrazione, così farà l’Anticristo con gli spiriti che l’avranno
servito in vita.
Non vi sarà scampo, né possibilità di difesa per loro. Per tutta una vita, celato
sotto l’apparenza delle cose visibili, egli si presenterà a reclamare il suo
conto.
Non crediate che le mie siano solo parole. Questa è una realtà ineluttabile,
come la morte!
L’Eternità dell’inferno è una verità di Fede che si basa sulle parole di Cristo
che parla in più occasioni di “fuoco eterno”. La logica dell’iniquità è quella di
un rancore inestinguibile, di cui anche qui sulla terra è possibile fare delle
esperienze. La pena è eterna perché il male è un mistero insondabile di odio
eterno, quanto l’Amore.
Oggi, si cerca di aggirare le parole di Cristo affermando che l’Inferno è vuoto.
Si tratta di uno slogan, ad uso degli sciocchi che amano ingannare ed autoingannarsi.
L’Inferno, infatti, prima di essere un luogo, è una condizione
esistenziale di opposizione radicale a Dio e di morte spirituale. In questa
condizione si trovano i demoni e tutti coloro che muoiono in peccato mortale.
Dio non si lascia deridere e l’eternità dell’Inferno, nella Sacra Scrittura, è certa
e chiara (Mt. XXV 40; Mc. IX 42, 43, 44, 45, 47; Lc. XVI 22, 26; Apoc. XX 10,
15). Basta poi scorrere i Salmi, i Libri sapienziali, i Profeti, dove si accenna al
“tarlo che rode e non muore”, al fuoco che non si spegne.
Il verme che non muore nel dannato è la ricerca dei Paradiso perduto. Non è
né il rimorso della coscienza, né l’impossibilità di tornare indietro.
Sull’evolversi della storia umana, sono proprio i Testi biblici a dirci che la fine
dei mondo non avverrà attraverso un trionfo dei cristianesimo, ma vedrà
questo scontro fra le immani forze dei male da una parte, e il piccolo gregge,
il piccolo gruppo dei Credenti, dall’altra.
La conclusione della vita di Gesù ha visto il Suo ingresso nel mistero
dell’immane sofferenza, fino alla morte in Croce nell’ignominia e
nell’abbandono.
Quando tutto sembrava finito e le forze del male assaporavano la vittoria
definitiva, ecco l’Intervento dell’Onnipotenza Divina che sconfigge il potere
delle tenebre, ed eleva nel fulgore della Gloria, Colui che il mondo aveva
sperato di eliminare. Allo stesso modo, la Chiesa, nella fase conclusiva del
suo pellegrinaggio, sarà chiamata a rivivere in se stessa, la Passione di
Cristo.
Sarà l’esperienza dell’angoscia del Getsemani, sarà tradita, abbandonata da
tanti dei suoi. Schiaffeggiata, derisa, flagellata ed infine condannata a morire,
e crocifissa.
Quando il mondo penserà di avere raggiunto lo scopo di eliminarla dalla
faccia della terra, quando si appresterà a cantare vittoria, in quel momento
apparirà, sulle nubi del Cielo, il vero padrone del mondo, che introdurrà la
Chiesa nella Gloria Divina della Resurrezione.
La prima e fondamentale verità di Fede, con la quale si chiude la Bibbia,
riguarda la conclusione della storia umana.
Il cammino dell’uomo sulla terra terminerà con la seconda venuta di Cristo.
Sarà un evento glorioso, improvviso e conclusivo.
Il “Figlio dell’uomo” renderà a ciascuno secondo le sue azioni. La storia
umana finirà non per l’esaurimento naturale del ciclo della vita, ma per un
avvenimento soprannaturale che chiamerà tutti gli uomini davanti al Tribunale
di Cristo, per il Giudizio Finale.
Prima della seconda venuta di Cristo, il maligno scatenerà tutte le sue forze
di seduzione e di distruzione.
Negli avvenimenti immediatamente precedenti la fine del mondo, la seconda
venuta di Cristo, le potenze infernali sferreranno l’estremo e disperato
tentativo contro Dio e la Sua Opera di Salvezza.
Si manifesterà l’uomo iniquo, il 666.
Le Scritture insistono su questo spettacolare successo finale del grande
falsario. I tempi della fine, saranno dunque per i credenti, quelli della
massima impostura satanica: l’illusione degli uomini di salvare se stessi,
senza bisogno di Dio. Rimarrà solo un piccolo gregge.
La Chiesa non entrerà nella Gloria del Regno che attraverso quest’Ultima
Pasqua, quando con la seconda venuta di Cristo, Dio dirà: Basta!
Vada la nostra preghiera a Dio Padre Onnipotente ed Eterno, perché ci aiuti
sempre più e sempre meglio a servire in Gesù Cristo Suo Figlio, l’Unico
Signore del Mondo e della Storia. In Lui la nostra speranza ed a Lui il nostro
sempiterno Amore.

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