SINODO, I VESCOVI: INTEGRARE NELLA CHIESA I RISPOSATI, ACCOGLIERE ‘COPPIE DI FATTO’ E GAY

Lo si legge nel testo preparatorio al sinodo. Novità anche in merito alle cause di nullità delle nozze: siano più agili – si legge – e possibilmente gratis. Sulle coppie di fatto: sono la via preparatoria al matrimonio. ‘No’ a nozze gay, ma accoglienza per omosessuali

Basta esclusioni. Le coppie di divorziati risposati non devono essere più escluse dalle funzioni liturgico-pastorale, educative ecaritativo”. E’ quanto è contenuto nel documento base del sinodo di ottobre prossimo sulla famiglia, l’Instrumentum laboris pubblicato oggi dal Vaticano. Non solo. Possano i divorziati essere padrini, testimoni di nozze, lettori nelle liturgie e catechisti. Quanto al controverso tema di concedere la comunione, il documento rileva una diversa interpretazione sul percorso penitenziale e sulla capacità di “legare o sciogliere” affidata al singolo sacerdote. “Si richiede da molte parti – rileva il documento – che l’attenzione e l`accompagnamento nei confronti dei divorziati risposati civilmente si orientino verso una sempre maggiore loro integrazione nella vita della comunità cristiana, tenendo conto della diversità delle situazioni di partenza. Fermi restando i suggerimenti di Familiaris Consortio 84, vanno ripensate le forme di esclusione attualmente praticate nel campo liturgico-pastorale, in quello educativo e in quello caritativo. Dal momento che questi fedeli non sono fuori della Chiesa, si propone di riflettere sulla opportunità di far cadere queste esclusioni. Inoltre, sempre per favorire una loro maggiore integrazione nella comunità cristiana, occorre rivolgere un`attenzione specifica ai loro figli, dato l`insostituibile ruolo educativo dei genitori, in ragione del preminente interesse del minore”. Oggi i divorziati risposati sono tendenzialmente esclusi da prassi quali la lettura biblica o il catechismo. Il documento sottolinea l’importanza di un “opportuno discernimento da parte dei pastori circa l`irreversibilità della situazione e la vita di fede della coppia in nuova unione”. Itinerario di riconciliazione per divorziati risposati Quanto alla specifica ipotesi di concedere la comunione ai divorziati risposati, l’Instrumentum laboris sottolinea che “c`è un comune accordo sulla ipotesi di un itinerario di riconciliazione o via penitenziale” ma viene suggerito che sul contenuto di tale percorso le interpretazioni divergono: per alcuni, in linea con il paragrafo 84 della Familiaris Consortio, “si suggerisce un percorso di presa di coscienza del fallimento e delle ferite da esso prodotte, con pentimento, verifica dell`eventuale nullità del matrimonio, impegno alla comunione spirituale e decisione di vivere in continenza. Altri – prosegue il testo – per via penitenziale intendono un processo di chiarificazione e di nuovo orientamento, dopo il fallimento vissuto, accompagnato da un presbitero a ciò deputato. Questo processo dovrebbe condurre l`interessato a un giudizio onesto sulla propria condizione, in cui anche lo stesso presbitero possa maturare una sua valutazione per poter far uso della potestà di legare e di sciogliere – sottolinea il documento – in modo adeguato alla situazione”. L’Instrumentum laboris, che ricorda anche due documenti vaticani degli anni passati, entrambi negativi sulla possibilità di aprire alla comunione, la Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica circa la recezione della Comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati della Congregazione per la Dottrina della Fede (14 settembre 1994) e la Dichiarazione circa l`ammissibilità alla santa Comunione dei divorziati risposati del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi (24 giugno 2000), sembra escludere, inoltre, tanto l’ipotesi di concedere ai divorziati risposati la “comunione spirituale”, che sarebbe stata suggerita in aula sinodale l’anno scorso dal cardinale Angelo Scola, poiché essa “è connessa con la comunione sacramentale”, sia l’analogia, tracciata ad esempio dal cardinale Walter Kasper, con la prassi ortodossa della benedizione delle nuove coppie (“Il riferimento che alcuni fanno alla prassi matrimoniale delle Chiese ortodosse deve tener conto della diversità di concezione teologica delle nozze”). Coppie di fatto da aiutare, sono via preparatoria a nozze Il documento preparatorio si esprime poi anche a favore delle coppie di fato e della convivenza. “La scelta del matrimonio civile o, in diversi casi, della convivenza molto spesso non è motivata da pregiudizi o resistenze nei confronti dell’unione sacramentale, ma da situazioni culturali o contingenti”. Il testo preparatorio al Sinodo suggerisce una strategia pastorale per accompagnare con rispetto e pazienza coppie sposate solo civilmente e coppie di fatto verso “la pienezza del sacramento del matrimonio”. In molte circostanze, rileva infatti il documento elaborato con le risposte dei fedeli di tutto il mondo al secondo questionario voluto da Papa Francesco, “la decisione di vivere insieme è segno di una relazione che vuole strutturarsi e aprirsi ad una prospettiva di pienezza”. L'”Instrumentum laboris” mostra apprezzamento per quanti hanno gia’ nella loro condizione “questa volonta’, che si traduce in un legame duraturo, affidabile e aperto alla vita” e propone loro “un cammino di crescita aperto alla possibilita’ del matrimonio sacramentale: un bene possibile che deve essere annunciato come dono che arricchisce e fortifica la vita coniugale e familiare, piuttosto che come un ideale difficile da realizzare”. La nullità del matrimonio gratis Nel documento si approfondisce anche il tema della nullità del matrimonio. “Si rileva un ampio consenso – si legge nel documento – sull`opportunità di rendere più accessibili ed agili, possibilmente gratuite, le procedure per il riconoscimento dei casi di nullità matrimoniale”. “Quanto alla gratuità, alcuni suggeriscono di istituire nelle Diocesi un servizio stabile di consulenza gratuita. Circa la doppia sentenza conforme, larga è la convergenza in ordine al suo superamento, fatta salva la possibilità di ricorso da parte del Difensore del vincolo o di una delle parti. Viceversa, non riscuote unanime consenso la possibilità di un procedimento amministrativo sotto la responsabilità del Vescovo diocesano, poiché alcuni ne rilevano aspetti problematici. Diversamente, c`è maggiore accordo sulla possibilità di un processo canonico sommario nei casi di nullità patente”. Includere le donne nella formazione sacerdotale Il testo preparatorio per il sinodo d’autunno sulla famiglia, analizzando il ruolo della famiglia nella formazione della persona e dei giovani, afferma inoltre di “includere le famiglie, in particolare la presenza femminile, nella formazione sacerdotale”. “La presenza dei laici e delle famiglie anche nella realtà del seminario è segnalata come benefica, perché i candidati al sacerdozio comprendano il valore della comunione tra le diverse vocazioni”. No alle nozze gay Il docuemnto preparatorio include anche il tema dell’omosessualità. Ribadisce il proprio ‘no’ alle nozze gay, ma esorta al rispetto e all’accoglienza degli omosessuali. “Ogni persona – si legge – indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, va rispettata nella sua dignita’ e accolta con sensibilita’ e delicatezza, sia nella Chiesa che nella società. Sarebbe auspicabile – afferma il documento – che i progetti pastorali diocesani riservassero una specifica attenzione all’accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale e di queste stesse persone”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...