Santi Crispino e Crispiniano


Crispino e Crispiniano (fine III sec.), secondo la tradizione agiografica, si sarebbero recati (o sarebbero stati inviati), come missionari, al tempo di Diocleziano, nella Gallia Belgica (una provincia romana ubicata nelle odierne Olanda meridionale, Belgio, Lussemburgo, Francia nord-orientale e Germania occidentale).

I due Santi, forse fratelli, di nobile origine romana, scelsero, come sede della loro evangelizzazione, la città di Soissons, ove esercitarono il mestiere di calzolai, distinguendosi per maestria e per carità al punto tale da attrarre molta gente, che veniva poi da loro convertita.
Quando l’imperatore Massimiano venne a conoscenza delle numerose conversioni ordinò al ministro Rizio Varo di arrestarli. Questi, dopo aver cercato inutilmente di convincere i due cristiani ad abiurare, li condusse incatenati davanti all’imperatore, presso il quale essi non solo riaffermarono la propria fede nella Trinità, ma esortarono lo stesso Massimiano ad abbandonare la propria. Immediata fu la reazione dell’imperatore che ordinò a Rizio Varo di sottoporre Crispino e Crispiniano ad atroci tormenti.

L’empio ministro fece conficcare sotto le loro unghie alcune spine che, però, si lanciavano contro i carnefici, ferendone alcuni ed uccidendone altri; li gettò, poi, con una pietra al collo nel fiume ghiacciato, ma per intercessione divina le pietre si slegarono e l’acqua si riscaldò, permettendo a Crispino e Crispiniano di raggiungere l’altra riva. Catturati, vennero prima immersi nel piombo liquefatto, poi nella pece ardente mista a grasso e olio, ma, liberati dagli angeli, non avvertirono alcuna sofferenza; Rizio Varo, in preda al furore, si buttò nel fuoco.
Massimiano li fece allora decapitare e i loro corpi, abbandonati in preda ai cani e agli uccelli, non furono da questi neppure toccati.
Custoditi da due poveri vecchi, vennero tumulati, al termine della persecuzione, in due sepolcri, presso i quali avvenivano molte guarigioni. Sullo stesso luogo fu edificata una basilica in onore dei due martiri. Sebbene il racconto risulti tutt’altro che attendibile, l’esistenza di Crispino e Crispiniano è da ritenersi certa.

La testimonianza di Gregorio di Tours, che menziona la basilica eretta in loro onore a Soissons, attesta la vitalità del culto dei due santi nel VI sec. in questa città, che li celebra come patroni. Anche ad Osnabruck (bassa Sassonia) che, su volere di Carlo Magno, accolse alcune loro reliquie, il culto di Crispino e Crispiniano risulta particolarmente vivo, come lo è in qualsiasi luogo ove sia fiorente il mestiere di calzolaio, di cui i due santi sono protettori.

Di ben altra origine risulta il loro culto in Inghilterra, essendo esso legato alla vittoria di Azincourt del 25 ottobre del 1415, giorno appunto della festa di Crispino e Crispiniano.
Nell’iconografia i due martiri sono facilmente riconoscibili dagli arnesi del mestiere (trincetto, lesina, deschetto, ecc.) o dagli strumenti del martirio.

Significato del nome Crispino: “dai capelli crespi, ricci” (latino).

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