Vedendo la vedova, il Signore… le disse: ‘Non piangere’

La speranza di tutti i credenti, Cristo, chiama i trapassati «dormienti», non «morti»; dice infatti: «Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato» (Gv 11,11). Ma anche l’apostolo Paolo non vuole che ci rattristiamo «su quelli che si sono addormentati» (1 Ts 4,13) e quindi, se teniamo per fede che «tutti i credenti» in Cristo, come dice il Vangelo, non «moriranno per sempre» (Gv 11,26), sappiamo ancora per fede che neanche lui è morto per sempre e nemmeno noi moriremo. Perché «il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell’arcangelo e al suono della tromba di Dio discenderà dal cielo e i morti in lui risorgeranno» (1 Ts 4,16). Ci animi dunque la speranza della risurrezione, perché coloro che ora perdiamo, li rivedremo; basta che crediamo fermamente in lui, obbedendo ai suoi precetti. Egli è l’onnipotente e per questo è più facile a lui risuscitare i morti che a noi svegliare quelli che dormono.

Tuttavia ecco che, mentre da una parte facciamo queste affermazioni, dall’altra, portati da non so quale sentimento, ci sfoghiamo in lacrime. Certe nostre nostalgie e certi stati d’animo poi tendono e intaccare la nostra fede. È questo purtroppo il prezzo che dobbiamo pagare alla miseria della nostra condizione umana. Ma nulla ci smuova. Sappiamo infatti che senza Cristo tutto quello che esiste e tutta la nostra vita non è che vanità. O morte, tu che separi i coniugi e, dura e crudele quale sei, dividi coloro che sono uniti dall’amicizia, sappi che è già infranto il tuo dominio. È già spezzato il tuo giogo da colui che ti minacciava con il grido di Osea: «O morte, sarò la tua morte!» (Os 13,14 Volg). Perciò con l’apostolo Paolo ti scherniamo: «Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?» (1 Cor 15,55). Quello stesso che ti ha vinto ci ha redento. Egli ha consegnato la sua vita preziosa nelle mani degli empi, per cambiare gli empi in amici diletti.

Lunghe sarebbero e numerose le citazioni che si potrebbero trarre dalle divine Scritture a comune conforto. Ma ci basti la speranza della risurrezione e volgere lo sguardo alla gloria del nostro Redentore, nel quale noi riteniamo per fede di essere già risorti, secondo la parola dell’apostolo Paolo: «Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui» (2 Ts 2,11).

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