La penitenza più gradita al cielo…

 

Molta gente si chiede (giustamente) quale penitenza fare, quale sacrificio offrire al Signore (perché anche oggi, la penitenza è un dovere morale di ogni cristiano) per espiare i propri peccati ed evitare il Purgatorio, che tutti – in teoria ma anche in pratica – meno i martiri per la fede e i bambini battezzati morti prima dell’uso di ragione, sperimentano. Ebbene la risposta migliore, che ci viene dalla Scrittura e dalla Tradizione, è questa: Fare in tutto, sempre e in modo perfetto la Divina Volontà! Chi offre un digiuno (che è gesto buono e santo) offre al Signore una parte di sé. Chi offre al Signore l’adesione della propria alla sua volontà, invece, gli offre tutto se stesso. Ecco l’atto di amore perfetto: dire, Signore io amo ciò che Tu ami e odio ciò che tu “Odi”. Amo la virtù, odio il peccato. Vivendo di conseguenza. Ma non basta: occorre farlo come il cielo vuole, cioè con gioia e con gratitudine.
Con gioia: infatti chi cerca la Divina Volontà non si agita per nulla, né cambia umore perché tutto ciò che accade è da Dio voluto o permesso e sempre per un bene maggiore. “Non si muove foglia, che Dio non voglia…”.
Con gratitudine: perché già avere il desiderio di vivere in questo modo è grazia di Dio, ma il riuscire a perseverare in questo cammino è un prolungamento di questa grazia, cui bisogna rendere grazie per non rimanerne privi. Dio infatti non aggiunge grazia su grazia a chi non riconosce il beneficio ricevuto, perché cosi facendo lo caricherebbe di maggiori responsabilità nei confronti della Divina Giustizia. A chi ringrazia invece, il torrente di doni non cessa di arrivare.
Tutte le penitenze che io posso scegliere di fare sono frutto della mia scelta – e sono buone e sante e vanno fatte – ma l’offrire la propria volontà accettando tutto quanto Dio mi manda con gioia e gratitudine, è opera che si inserisce a pieno nella Divina Volontà e perciò ha un valore infinito. Si imita lo stesso Gesù Cristo che in tutta la sua vita ha vissuto in perfetta e intima unione alla volontà del Padre, non scegliendo mai di proprio arbitrio. Questo significa che non è più semplice del digiuno o di altri tipi di sacrificio, ma li comprende tutti. Infatti il Signore operò tutte queste cose nella Divina Volontà. Se comprendessimo il valore di fare ogni cosa immersi nella Divina Volontà, ogni nostra opera acquisterebbe valore divino e potremmo salvare un numero sterminato di anima dalla perdizione eterna. Facciamo il proposito di fare questa scelta ogni giorno, pregando per ottenere la grazia di perseverare in essa, chiedendo la mediazione dell’Immacolata perché ci aiuti a imitare il Figlio suo, come Lei – e Lei sola – ha fatto in terra. Cosi sia.

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