Come vincere il maligno – Don Gabriele Amorth

Se rileggiamo gli abbondantissimi passi in cui la Madonna a Medjugorje ci mette in guardia da satana, ci accorgiamo che vengono anche indicati i rimedi per vincerlo. Sono i rimedi che troviamo puntualmente nella Parola di Dio: lì c’è tutto. Incominciamo ricordando che l’azione del maligno (è questo il termine preferito dal Nuovo Testamento per indicare i demoni) ha due aspetti: c’è un’azione ordinaria a cui tutti siamo soggetti. Anche Gesù, volendo essere in tutto simile a noi, tranne che nel peccato, ha accettato di subire l’azione ordinaria del demonio, ossia le tentazioni. Come vincerle? Gesù stesso ci indica i due mezzi indispensabili: “Vigilate e pregate per non cadere in tentazione” (Matteo 26,41). In tutti i suoi messaggi la Regina della Pace ci incoraggia alla preghiera; e continuamente ci mette in guardia dal maligno, dalle tentazioni del mondo, dalle debolezze della nostra natura ferita. Sarebbe utile uno studio apposito su questo tema.

Esiste anche un’azione straordinaria del demonio. Oltre all’aggravarsi di tentazioni, il maligno ha dei poteri, per permissione divina, tali da causare tormenti particolari. Sono solito elencarli in cinque forme: tormenti esterni, possessione, vessazione, ossessione, infestazione. Ne parleremo più dettagliatamente la prossima volta. Qui mi preme rilevare come la Madonna non insista tanto su queste singole forme, quanto invece sui mezzi che abbiamo per sconfiggere satana. Non bastano, talvolta, la preghiera e la vigilanza; il Signore ci chiede di più. Ci chiede il digiuno e sopratutto l’esercizio delle virtù, in particolar modo dell’umiltà e della carità. Queste due virtù, tipicamente cristiane, sconcertano satana, lo spiazzano completamente. Il maligno è tutto orgoglio, ribellione a Dio, arroganza. E non c’è dubbio che l’orgoglio è il più forte dei vizi, tanto che nei Salmi (18) è chiamato “il grande peccato’. Di fronte a un’anima umile il demonio non può niente. Notate che l’umiltà ha due aspetti complementari: sentirci niente, perché consci della nostra debolezza; confidare in Dio, che ci ama e da cui ci viene ogni bene. Il demonio sa benissimo queste cose e ci attacca o col compiacimento di noi stessi o con ogni forma di scoraggiamento.

La carità è poi la regina delle virtù e ha tanti aspetti: donare, donarsi, essere miti e comprensivi… ed è incomprensibile al demonio, che è tutto odio. Ma c’è un aspetto particolare della carità che è veramente eroico (è forse il precetto più difficile del vangelo) e che ha una forza particolarissima contro gli assalti del demonio, oltre che contro le particolari vittorie che satana può avere ottenuto su di noi: perdonare di cuore e amare i nemici (ossia quelli da cui abbiamo avuto del male e che forse continuano a farcene).

Mi è capitato abbastanza spesso di esorcizzare delle persone possedute dal demonio o colpite da disturbi malefici minori; e mi è capitato di notare che i miei esorcismi non ottenevano nessun effetto. Allora ho cercato di individuare, con l’aiuto della persona colpita, se c’era qualche causa che impediva l’azione della grazia. Sempre ho incominciato dalla carità in queste due forme particolari: interrogavo per sapere se nell’animo di quella persona c’era dell’odio, o anche solo del rancore; se mancava quel “perdono di cuore” che Gesù esige per concederci il suo perdono. E interrogavo sull’amore: se c’era qualche persona che non era amata sinceramente. Insieme si cercava tra i parenti più prossimi, tra gli amici, tra i colleghi, tra i vivi e anche tra i defunti. E quasi sempre ho trovato delle carenze e ho detto chiaro che era inutile continuare con i miei esorcismi se quell’ostacolo non veniva rimosso. Ho visto casi di perdono dati proprio di cuore, riconciliazioni eroiche, preghiere e celebrazione dimesse a favore di persone da cui si continuava a ricevere del male. Rimosso l’ostacolo, la grazia di Dio scendeva con abbondanza. Sia ben chiaro che ci si può liberare da satana anche solo con la Parola di Dio, le preghiere, i sacramenti, il perdono, l’amore sincero: senza esorcismi. Ma gli esorcismi non hanno effetto se mancano questi esercizi.

Vorrei terminare ricordando una verità: chi sono i più assaliti, i più colpiti da satana? Sono i giovani. Per cui la loro vittoria è doppiamente meritoria. Ce lo ricorda S. Giovanni quando esclama: “Scrivo a voi, o giovani, che siete forti e avete vinto il maligno (Giovanni 2,14). Si è richiamato a questa frase il S. Padre, quando è andato all’Isola di S. Michele nelle Azzorre (l’11 maggio scorso); e ha proseguito: “Siate forti per la lotta. Non per la lotta contro l’uomo, ma contro il male; o meglio, chiamiamolo per nome, contro il primo artefice del male. Siate forti nella lotta contro il Maligno. La tattica di quest’ultimo consiste nel non rivelarsi apertamente, affinché il male, da lui innescato, riceva il suo sviluppo dall’uomo stesso… E’ necessario risalire costantemente alle radici del male e del peccato, giungere ai suoi meccanismi nascosti. Giovani, voi siete forti e vincerete il maligno se la Parola di Dio rimarrà in voi”.

D. Gabriele Amorth

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