Santo Stefano da Cuneo e compagni


Stefano da Cuneo era della Provincia francescana di Genova e aveva trascorso otto anni nella vicaria in Corsica, prima di essere trasferito a Gerusalemme nel 1383.
– Nicola Tavelic nasce verso il 1340 a Sebenico, in Dalmazia; nel 1383 fu destinato al convento francescano di Mont Sion a Gerusalemme.
– Deodato da Ruticinio, era francescano della Provincia d’Aquitania (F); non si conosce la data di nascita, probabilmente anche lui intorno al 1340. Il suo paese di nascita, che in latino viene chiamato Ruticinio, è stato identificato da alcuni con l’odierna città francese di Rodez; nel 1383 fu destinato al convento francescano di Mont Sion a Gerusalemme insieme a Nicola Tavelic.
– Pietro da Narbona della Provincia francescana di Provenza, nella Francia meridionale. Nel 1381 partì come missionario in Terra Santa, accolto nel convento di Mont Sion a Gerusalemme; incontrò, nel 1383, Nicola Tavelic, Deodato da Ruticinio, suo connazionale, e Stefano da Cuneo.

Le loro storie personali di francescani missionari, s’intrecciarono, dunque, nel 1383, quando, provenienti da diversi luoghi d’Europa, confluirono nel convento francescano di Mont Sion a Gerusalemme dove l’Ordine di S. Francesco è da secoli “Custode dei Luoghi Santi”del cristianesimo.

I Frati Minori, Stefano da Cuneo, Nicola Tavelic, Deodato da Ruticinio e Pietro da Narbona, si ritrovarono nel suddetto convento francescano dove, per otto anni, vissero secondo la Regola di S. Francesco, lavorando nei compiti loro affidati, per la custodia dei Luoghi Santi della vita e morte di Gesù e cercando di fare apostolato nel mondo musulmano, dove Mont Sion era praticamente come un’isoletta in mezzo ad un mare di islamici.
Con i musulmani, fare apostolato era praticamente infruttuoso, visto la radicalizzazione della loro fede, poco aperta al dialogo interreligioso. Ciò nonostante i quattro Frati Minori decisero di portare il Vangelo ai maomettani, esponendo pubblicamente le tesi del cristianesimo, confrontandole con quelle islamiche e, dopo essersi consultati con due teologi, prepararono una memoria in cui, in modo dettagliato e ricca di riferimenti storici e teologici, esponevano meticolosamente la dottrina cristiana confutando l’islamismo.

L’11 novembre 1391, si recarono davanti al Cadì (giudice) di Gerusalemme e alla presenza anche di molti musulmani, esposero, leggendo, il loro elaborato con grande coraggio. Sebbene ascoltati attentamente, ciò non fu accettato dai presenti, andati, alla fine, in escandescenze, e quindi furono invitati a ritirare quello che avevano detto. I quattro frati rifiutarono e pertanto vennero condannati a morte; per tre giorni furono rinchiusi in carcere dove subirono sevizie di ogni genere.

Il 14 novembre, ricondotti in piazza, fu di nuovo loro richiesto di ritrattare quanto detto contro l’Islam e, al nuovo rifiuto, vennero ammazzati, fatti a pezzi e bruciati; i musulmani fecero scomparire ogni resto, anche le ceneri, per evitare che fossero onorati dai cristiani.
Il loro martirio fu descritto minuziosamente in una relazione del Custode di Terra Santa, padre Geraldo Calveti, già due mesi dopo la loro morte.
Il culto nell’Ordine Francescano, risale sin dal XV sec..

Papa Leone XIII (Vincenzo Gioacchino Pecci, 1878-1903) nel 1889, confermò il culto del solo Nicola Tavelic, il capogruppo, il quale ebbe grande venerazione in Jugoslavia sua patria.
Nel 1966, il Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) confermò il culto anche per gli altri tre martiri francescani, fissando la loro festa al 17 novembre; ma nel Martirologio Francescano la data rimase quella della loro morte (dies natalis) cioè il 14 novembre.

Lo stesso Beato Paolo VI, il 21 giugno del 1970 a Roma, li elevò agli onori degli altari proclamandoli santi; la loro celebrazione liturgica è stata portata per tutti al 14 novembre e inseriti nel Martirologio Romano alla stessa data: sono i primi santi martiri della Custodia di Terra Santa.

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