Zaccheo, scendi subito

Leggiamo nel vangelo che Zaccheo avrebbe voluto vedere il Nostro Signore, ma era troppo piccolo. Cosa fece allora? Salì su un fico essiccato. Così fa anche l’uomo. Desidera vedere colui che opera meraviglie e provoca tanto tumulto dentro di lui; ma è troppo piccolo di statura per questo. Cosa fare allora? Deve salire sul fico essiccato. Il fico morto simboleggia la morte dei sensi e della natura, e la vita dell’uomo interiore raggiunta da Dio.

Cosa dice a Zaccheo Nostro Signore? « Scendi subito ». Devi scendere; non devi trattenere neppure una sola goccia di consolazione proveniente da tutte le tue impressioni nella preghiera, ma scendere nella tua pura nullità, nella tua povertà, nella tua impotenza… Se ti resta ancora qualche attaccamento alla natura, quando la verità ti ha già dato qualche luce, non la possiedi ancora, non è divenuta il tuo bene proprio. Natura e grazia lavorano ancora insieme, non sei giunto all’abbandono perfetto…; non è ancora la purezza piena. Per questo Dio invita tale uomo a scendere, lo chiama cioè ad una piena rinuncia, ad un pieno distacco da tutto ciò in cui la natura possiede ancora qualcosa di proprio. « Perché oggi devo fermarmi a casa tua; oggi la salvezza è entrata in questa casa ». Avvenga per noi quest’oggi d’eternità.

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