Santa Matilde di Hackeborn


Matilde, al secolo Mechtild, di Hackeborn (o di Helfta) nasce nel 1241 in una delle più nobili famiglie della Turingia (stato federale della Germania centrale).

A 7 anni, fece, con la madre, una visita al monastero benedettino di Rodersdorf, diocesi di Halberstadt, dove sua sorella era già monaca. Qui fu talmente attratta dal sacro ambiente che chiese di rimanere per esservi educata e dove, più tardi, divenne monaca.

Quando la sorella fu eletta Badessa del monastero di Helfta, Matilde la seguì. Nella celebre abbazia sassone viveva anche la grande santa Geltrude, di qualche anno più giovane. Nel monastero Matilde fu maestra del canto in coro (ciò le valse il soprannome d’usignolo di Cristo).
Ce ne parla ella stessa, seppure con parole velate, nel suo “Libro delle Rivelazioni”: “Poi quel sommo Cantore, con la sua voce i cui accenti sono superiori a ogni armonia celeste, volle incantare il suo usignolo, che tante volte aveva attirato il divin Cuore per la tenera devozione più che per l’incanto della sua voce”.

Aveva cinquant’anni ed era ammalata, morta da poco la sorella maggiore, quando Matilde rivelò il suo grande segreto: le meraviglie che la grazia divina operava nella sua anima, tutto ciò che Dio le mostrava, i suoi slanci appassionati e le sue profonde angosce. Due suore raccolsero quelle confidenze, e una sembra che fosse la stessa santa Geltrude. Nacque così il “Liber Specialis Gratiae” (per leggere o scaricare il Libro della Grazia speciale >>> scarica il documento), una delle opere più belle e più celebri nella letteratura mistica del Medioevo.

Come S. Geltrude, S. Matilde precorse di molti secoli la devozione al Sacro Cuore, fonte dell’amore divino.

A S. Matilde è dovuta anche la “Devozione delle Tre Ave Maria” in quanto ella, pensando con timore al momento della sua morte, pregava la Madonna di assisterla in quel momento estremo. La risposta della Madre di Dio fu molto consolante: “Sì, farò quello che tu mi domandi, figlia mia, però ti chiedo di recitare ogni giorno Tre Ave Maria:
– la prima per ringraziare l’Eterno Padre per avermi resa onnipotente in Cielo e in terra;
– la seconda per onorare il Figlio di Dio per avermi dato tale scienza e sapienza da sorpassare quella di tutti i Santi e di tutti gli Angeli;
– la terza per onorare lo Spirito Santo per avermi fatta, dopo Dio, la più miseri­cordiosa”.

La speciale promessa della Madonna vale per tutti. Qualcuno potrebbe obiettare che ci sia grande sproporzione nell’ot­tenere la salvezza eterna con la semplice recita giornaliera di Tre Ave Maria. Ebbene, al Con­gresso Mariano di Einsiedeln in Svizzera, P. Giambattista de Blois rispondeva così: “Se que­sto mezzo vi sembrerà sproporzionato, dovete prendervela con Dio stesso che ha concesso al­la Vergine tale potere. Dio è padrone assoluto dei suoi doni. E la Vergine santissima, nella potenza d’intercessione risponde con generosità pro­porzionata al suo immenso amore di Madre”.

Matilde muore nel monastero di Helfta il 19 novembre 1299, all’età di 58 anni; le sue opere si diffusero immediatamente, insieme con la fama della monaca.

Significato del nome Matilde : “forte in battaglia” (tedesco).

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