Le due venute del Signore

“Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi” (Fil 4,4). Doppia gioia, motivata da un doppio bene: la prima e la seconda venuta. Dobbiamo rallegrarci perché il Signore ci ha portato ricchezze e gloria alla sua prima venuta. E ancora dobbiamo rallegrarci perché alla seconda venuta ci darà “lunghi giorni in eterno, senza fine” (Sal 21,5). Come dicono i Proverbi: “Lunghi giorni sono nella sua destra e nella sua sinistra ricchezza e onore” (3,16). La sinistra è la prima venuta, con le sue ricchezze gloriose, l’umiltà e la povertà, la pazienza e l’ubbidienza. La destra è la seconda venuta, con la vita eterna.

Isaia parla in questi termini della prima venuta: “ Svegliati, svegliati, rivestiti di forza, o braccio del Signore. Svegliati come nei giorni antichi, come tra le generazioni passate. Non hai tu forse fatto a pezzi Raab, non hai trafitto il drago? Forse non hai prosciugato il mare, le acque del grande abisso e non hai fatto delle profondità del mare una strada, perché vi passassero i redenti?” (51,9-10). Il braccio del Signore è Gesù Cristo, Figlio di Dio, per mezzo del quale e nel quale Dio ha fatto tutte le cose… Oh braccio del Signore, oh Figlio di Dio, alzati; vieni dalla gloria di tuo Padre fino a noi, a prendere la nostra carne. Rivestiti della forza della divinità per lottare contro “il principe di questo mondo” (Gv 12,31) e per “cacciare il forte”, tu che sei “più forte di lui” (Lc 11,21-22). Alzati, per riscattare il genere umano, come nei tempi antichi liberasti il popolo ebreo dalla schiavitù d’Egitto… Hai prosciugato il Mar Rosso; quanto hai fatto lo rifarai…, come hai tracciato in fondo all’inferno la strada dove passano i riscattati.

In Isaia il Signore parla in questi termini della seconda venuta: “Si godrà e si gioirà sempre di quello che sto per creare, e farò di Gerusalemme una gioia” – la Gerusalemme celeste, formata dagli angeli e dagli uomini – “del suo popolo un gaudio. Io esulterò di Gerusalemme, godrò del mio popolo. Non si udranno più in essa voci di pianto, grida di angoscia” (65,18-19), perché il Signore asciugherà tutte le loro lacrime.

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