Possiamo credere alle apparizioni mariane e alle rivelazioni private in genere?

La contrapposizione fra scettici e credenti sul tema di fenomeni soprannaturali quali le rivelazioni private e i miracoli è questione antica e tuttora assolutamente aperta.

Precisiamo che parlando di fenomeni soprannaturali ci riferiamo nella fattispecie esclusivamente ai fenomeni di carattere mistico cioè a quegli eventi inspiegabili dovuti all’intervento diretto del Cielo e non ad altri fenomeni di tipo paranormale di cui non intendiamo occuparci in questa sede.

Coloro che si dichiarano scettici sul soprannaturale lo considerano di solito sotto un’ottica esclusivamente razionalistica. Essi obbiettano che non sussiste alcun fondamento scientifico che dimostri l’esistenza dei fenomeni soprannaturali e che comunque, ancor prima di questi, bisognerebbe dimostrare l’esistenza di Colui che si presume ne sia all’origine, cioè Dio stesso.

Il credente invece rifiuta l’assunto positivista che pretende di trascurare o negare ogni fenomeno che sfugga all’angusto schematismo della prassi scientifica, soprattutto quando ci si addentra nell’ambito della metafisica e del soprannaturale. E del resto, a rigor di logica, non ha molto senso negare l’esistenza o avere un atteggiamento di agnostica indifferenza verso tutto ciò che è indimostrabile col metodo scientifico. Il fatto che la scienza non disponga di strumenti adeguati per studiare e comprendere un certo fenomeno non è un motivo valido per negarlo o ignorarlo.

E’ indubbio che dal momento che i fenomeni mistici sono per definizione operati – in via diretta o indiretta – da Dio e poiché evidentemente l’esistenza di Dio non è accertabile col metodo scientifico, e di conseguenza neanche il fatto che Egli sia effettivamente l’autore di tali fenomeni, quello scientifico non è un metodo valido (o quantomeno non sufficiente) per affrontare la questione.

Uno dei criteri scientifici che non può essere utilizzato nello studio dei fatti soprannaturali è per esempio quello della riproducibilità del fenomeno (se si deve dimostrare che l’autore è Dio allora bisognerebbe convincerLo a ripeterlo a comando…!). Ma sebbene questi fenomeni non siano riproducibili sperimentalmente secondo criteri scientifici, non vuol dire che la ragione confortata dalla fede non possa ammetterne comunque l’esistenza per altre vie. Per esempio, quando la Madonna preannuncia con largo anticipo ad un veggente un evento che poi si verifica puntualmente nei tempi e nei modi da lei indicati (si consideri p. es. il “miracolo del sole” di Fatima; cfr. anche Fatima: profezia realizzata) non possiamo che arrenderci all’evidenza della soprannaturalità dell’evento che, per quanto non convalidabile attraverso gli strumenti conoscitivi della scienza, si mostra nondimeno alla ragione in tutta la sua innegabile realtà.

Ma assodato che il carattere soprannaturale di un fenomeno non è scientificamente dimostrabile, questo non vuol dire però che la scienza non possa fornire un valido contributo al suo studio. E poiché l’indagine scientifica può stabilire se il fenomeno rientra nei modelli conosciuti (le leggi naturali), questa è uno strumento fondamentale per gli studiosi del soprannaturale che devono indagare l’autenticità dei casi in esame. Il contributo scientifico permette di capire in sostanza se un fenomeno è spiegabile agli occhi della scienza e di conseguenza se è di origine naturale. E accertare l’origine naturale del fenomeno significa poter escludere automaticamente quella soprannaturale. Questo è l’unico tipo di riscontro utile che ci può dare in questo campo l’indagine scientifica.

Facciamo un esempio: alcuni casi di statue che lacrimano sono ritenuti inspiegabili dalla scienza. Agli scienziati compete appurare ciò ma poi si devono fermare qui, il loro compito si esaurisce con questo esito. Questa constatazione, a questo punto, diventa il presupposto essenziale di partenza delle successive fasi dell’indagine che dovranno accertare il possibile carattere soprannaturale di queste lacrimazioni. E’ chiaro che quest’ulteriore grado di indagine, pur non essendo prettamente scientifico, può e deve essere condotto anche applicando criteri scientifici oltre che teologici e di altro genere.

L’indagine scientifica è quindi indispensabile a chi indaga tali fenomeni perché fornisce questo elemento importante – anche se non decisivo – per capire se si ha a che fare con autentici eventi soprannaturali.

Ma se è vero che fenomeni come le apparizioni mariane possono essere accettati e compresi appieno solo attraverso la fede, è però altrettanto vero che un loro attento esame può fornire anche ai non credenti e agli scettici molti indizi a favore della loro reale esistenza, indizi concreti su cui ci sembra importante soffermarci.

Va detto innanzitutto che le apparizioni avvengono in ogni parte del mondo, senza distinzioni di etnia, cultura, ceto sociale:

Facendo un confronto fra tutte quelle ritenute attendibili si vede che i punti di concordanza fra questi casi sono molti.

Questi elementi di concordanza riguardano per lo più:

le descrizioni fornite dai veggenti sulle loro esperienze;
il modo in cui la Madonna e Gesù si esprimono nei loro messaggi;
i contenuti di fondo dei messaggi (anche se ci possono essere differenze dovute al fatto che la Madonna e Gesù affidano ad ogni veggente un particolare compito e i messaggi riflettono il compito assegnato);
le profezie su avvenimenti futuri. Alcune di queste alla prova dei fatti si sono dimostrate veritiere a riprova della credibilità dei veggenti.
Inoltre, ad ulteriore dimostrazione della plausibilità di questi eventi, dobbiamo aggiungere che:

se in un’apparizione sono coinvolti diversi veggenti (come è il caso per esempio di Fatima, La Salette, Medjugorje, Kibeho, Garabandal, ecc.), fra le loro rispettive versioni dei fatti e delle esperienze mistiche non c’è mai contraddizione, anche dopo scrupolosi colloqui e confronti;
le apparizioni sono quasi sempre caratterizzate dal verificarsi sul corpo e nell’organismo dei veggenti di reazioni neuro-fisiologiche inconsuete. Sono molto comuni durante le estasi la completa insensibilità dei veggenti al dolore, la dilatazione delle pupille, tracciati di elettroencefalogramma anomali e diversi altri parametri biologici atipici;
mettendo a confronto le indagini cliniche condotte su vari veggenti si è visto che questo tipo di risposte fisiologiche in molti casi coincidono in queste persone. E’ quello che ha potuto appurare il dottor Ricardo Castoñon, un neuropsicofisiologo sudamericano, studiando diversi veggenti tra cui Nancy Fowler e Patricia Talbot. Su queste persone ha potuto rilevare che durante la preghiera il tracciato elettromiografico scendeva a valori bassissimi, mai riscontrati in precedenza nella casistica clinica. In particolare l’elettroencefalogramma di Patricia Talbot durante la Comunione evidenziava un’attività Delta che normalmente si riscontra soltanto in soggetti che si trovano in uno stato di sonno profondo, pur essendo la donna in realtà “completamente vigile, cosciente e in relazione con l’ambiente”, e ciò non è scientificamente spiegabile.
le apparizioni sono spesso accompagnate da eventi che non trovano spiegazioni di ordine naturale:
non sono rari fenomeni oggettivamente rilevabili dai presenti come levitazioni, bilocazioni, profumi inspiegabili, guarigioni prodigiose, lacrimazioni e sudorazioni di statue ed immagini sacre, ecc.. Spesso, inoltre, sul corpo dei veggenti hanno luogo una gran quantità di altri fenomeni assolutamente inspiegabili agli occhi della scienza: sudorazioni di sangue, stigmate che compaiono e rimarginano in tempi e modi inspiegabili senza mai dar luogo ad infezioni, la completa mancanza di escrezioni corporee per lunghi periodi, l’assenza dei normali processi di decomposizione dopo la morte del veggente, ecc.;
i veggenti sono di solito persone molto semplici e di provata onestà o bambini che difficilmente potrebbero simulare ciò che riferiscono, e se lo facessero la cosa sarebbe facilmente accertabile;
in molti casi i veggenti sono persone che hanno un basso livello di istruzione o sono addirittura analfabete. Essi nei loro messaggi riferiscono dei contenuti di alto valore teologico che non sono alla loro portata dal punto di vista culturale;
i veggenti autentici non amano stare al centro dell’attenzione. Essi tendenzialmente preferiscono alla celebrità il nascondimento e l’anonimato; di solito accettano con riluttanza l’esposizione alla popolarità che la loro missione comporta, e ciò permette di escludere che si tratti di persone in cerca di notorietà o di mitomani.
I cattolici devono sempre aver presente il fatto che la Chiesa è la sola istituzione che abbia autorità, facoltà, nonché competenza per pronunciarsi ufficialmente su eventi che si presume possano essere di origine soprannaturale.

Il pronunciamento dell’Autorità Ecclesiastica è fondamentale, anche se non vincolante per il credente (egli non è obbligato a credere ad apparizioni e rivelazioni approvate), per stabilire se un fenomeno è realmente soprannaturale. Poiché però la Chiesa non esprime valutazioni scientifiche (sebbene si basi su indagini mediche e di tipo pluridisciplinare per stabilire se i fenomeni sono effettivamente inspiegabili) ma teologiche, il suo giudizio può essere significativo solo per il credente, mentre per l’agnostico non ha valore di prova.

Se le rivelazioni sono state comunicate durante apparizioni la valutazione della Chiesa può essere basata su tre criteri:

criterio storico: esame delle fonti, dei documenti e delle testimonianze per comprendere se l’apparizione sia realmente avvenuta;
criterio psicologico: analisi delle condizioni psichiche intellettuali e morali del veggente per escludere la possibilità che l’apparizione sia frutto della sua mente;
criterio teologico: valutazione delle condizioni in cui si è manifestata l’apparizione per stabilire se il fenomeno possa aver avuto origine da un intervento divino oppure da forze occulte e diaboliche.
Chi valuta le rivelazioni per stabilirne la natura divina, si basa su alcuni aspetti basilari:

i contenuti delle rivelazioni non devono essere in disaccordo con ciò che insegna la Bibbia e con la dottrina della Chiesa;
lo strumento che riceve le rivelazioni (veggente o locuzionista) deve mostrare di avere indole buona, limpidezza morale e provata fede.
La presenza di questi due fattori è fondamentale anche se di per se non è sufficiente a stabilire con certezza l’autenticità del fenomeno.

Inoltre si deve tenere conto dei seguenti fattori, se presenti:

i frutti spirituali permanenti cioè gli effetti positivi che il fenomeno ha sulle persone dal punto di vista della fede;
l’eventuale presenza di altri fenomeni soprannaturali legati al luogo o al veggente (es.: stigmate, guarigioni prodigiose, lacrimazioni di statue, profumi inspiegabili, ecc.).
La presenza di questi ultimi due fattori è significativa per la valutazione del fenomeno ma non è determinante per stabilirne oltre ogni dubbio la genuinità.

Prima di ogni pronunciamento la diocesi locale nomina una commissione che raccoglie le testimonianze, investiga, studia e riferisce i risultati al vescovo. L’approvazione del carattere soprannaturale (constat de supernaturalitate) di un fenomeno significa che per la Chiesa il caso non è un falso, non può essere di origine naturale, non può essere di origine demoniaca.

La Chiesa Cattolica è molto prudente nell’approvare o condannare un’apparizione, e in generale qualsiasi tipo di rivelazione privata.

Nel ventesimo secolo ci sono stati circa 400 casi di apparizioni mariane. La Chiesa ha espresso giudizio negativo circa il loro “carattere soprannaturale” in 79 casi, ha espresso invece giudizio positivo in 9 soli casi (Fatima, Portogallo; Beauraing, Belgio; Banneux, Belgio; Akita, Giappone; Siracusa, Italia; Zeitoun, Egitto [secondo alcune fonti]; Manila, Filippine [secondo alcune fonti]; Betania, Venezuela; Kibeho, Ruanda).

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