Le anime del Purgatorio e il Santo Rosario

Ad una pia signora era morto il fratello. Afflitta da questa perdita, tanto più dolorosa perché il fratello era veramente un buon cristiano, la signora fece un sogno. Vide P. Pio da Pietrelcina che la consolò e le disse: «Recita 200 Rosari e tuo fratello passerà subito in Paradiso». Quando la signora si svegliò, ricordò il sogno, ma pensò che fosse solo un sogno, e basta. Tuttavia la mattina seguente partì e si recò da P. Pio. Appena incontrò P. Pio, senza più pensare al sogno, la signora in lacrime gli chiese dove si trovasse l’anima del fratello e che cosa fare per lui. P. Pio le rispose subito: «E non te l’ho detto stanotte?… Recita duecento Rosari, e tuo fratello passerà subito in Paradiso».
Il Rosario ha anche questo potere straordinario: affrettare la liberazione delle anime dal Purgatorio, recare loro grande sollievo e conforto.
Lo stesso P. Pio da Pietrelcina, un giorno, nel donare una corona a una figlia spirituale, disse con trepida voce: «Ti affido un tesoro: sappi tesoreggiare. Vuotiamo il Purgatorio».
Negli Atti del Processo di Beatificazione di San Giovanni Massias, domenicano, leggiamo che la Madonna gli apparve sul letto di morte e gli rivelò che per l’incessante recita del S. Rosario egli aveva liberato dal Purgatorio un milione e quattrocentomila anime. Il Papa Gregorio XVI ordinò di riferire nella Bolla di Beatificazione del santo frate quella cifra prodigiosa, a conforto di tutti i devoti del Rosario.
S. Teresa di Gesù ha lasciato scritto che una volta, iniziando a recitare il S. Rosario, fu rapita in estasi e vide il Purgatorio, che aveva la forma di un grande recinto, in cui le anime penavano tra le fiamme purificatrici. Alla prima Ave Maria che ella recitò, vide subito un getto d’acqua freschissima cadere sulle anime a refrigerarle; così alla seconda Ave Maria, così alla terza, alla quarta… Capì allora la Santa di quanto sollievo la recita del S. Rosario fosse alle anime purganti, e non avrebbe voluto interromperlo mai.
Per questo S. Alfonso de’ Liguori raccomandava ripetutamente: «Se vogliamo aiutare le anime del Purgatorio, recitiamo per loro il Rosario che arreca grande sollievo».
Anche il Beato Annibale Maria Di Francia ci assicura: «Quando noi recitiamo la corona di Maria SS. per qualche anima purgante, quell’anima sente quasi smorzare le ardenti fiamme che la circondano e prova un refrigerio di Paradiso».
Fra le sue prediche, un giorno, San Domenico fece quella sui benefici del Rosario per le anime del Purgatorio. Ma uno dei presenti si mise a deriderlo, scettico e beffardo. Durante la notte, però, questo tale sognò una voragine di fuoco con le anime purganti ivi immerse, e vide la Madonna che, materna e compassionevole, tendeva a loro una catena d’oro per tirarle su da quella voragine: quella catena d’oro era appunto la corona del S. Rosario.
Uno straordinario apostolo del Rosario per le anime del Purgatorio fu S. Pompilio Pirrotti. Con i suoi Rosari, egli entrò in grande familiarità con le anime del Purgatorio, che gli mostravano la loro gratitudine per il conforto che ricevevano da questa preghiera. La familiarità arrivò al punto che quando il Santo recitava il Rosario «s’udivano le anime dei defunti rispondere la seconda parte dell’Ave Maria».
Che bella carità potremmo fare tutti alle anime purganti, recitando per loro molti Rosari!

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