San Lorenzo Giustiniani Vescovo


Lorenzo Giustiniani, di nobilissima famiglia, nasce a Venezia il 1° luglio 1381. La sua educazione culturale-letteraria, per tradizione di famiglia, fu ben curata.

A 19 anni fu introdotto dallo zio materno Marino Querini a S. Giorgio in Alga dove alla fine del trecento era sorto un convento di Agostiniani il cui priore era, dal 1397, Ludovico Barbo.
Questi accolse nel convento, rimasto vuoto, un gruppo di giovani ecclesiastici e la sua fondazione fu riconosciuta nel 1404 da Pp Bonifacio IX (Pietro Tomacelli, 1389-1404) come “Congregazione dei Canonici Secolari”. Proprio in quell’epoca Lorenzo, già diacono, vi chiese l’ammissione. Capo del gruppo era Gabriele Condulmer (il futuro Pp Eugenio IV) che però venne richiamato due anni dopo a Roma. Lo sostituì lo stesso Ludovico Barbo, ma anche questi dovette partire nel 1406 perché fu eletto abate di S. Giustina di Padova.

Si impose così la figura di Lorenzo, sacerdote nel 1405. Ha scarse doti di oratore, ma, da un lato, “predica” con molta efficacia, continuando a girare con saio e bisaccia e, dall’altro, scrivendo instancabilmente.

Nel 1407 fu superiore a Vicenza; nel 1409, 1413 e 1418 fu a S. Giorgio in Alga.
Nel 1419, raggiunta la pienezza della maturità, cominciò la sua opera di scrittore : scrive per i dotti e per gli ignoranti, trattati teologici e opuscoletti popolari, offrendo a tutti una guida alla riforma personale nel credere e nel praticare. Spinge i fedeli a recuperare il senso di comunione con tutta la Chiesa, anima la fiducia nella misericordia di Dio piuttosto che il timore per la sua giustizia.

Nel 1424 venne riconosciuto, alle diverse case unite, il titolo di Congregazione e Lorenzo fu per ben tre volte il superiore generale (1424-1429-1431). Pp Eugenio IV (il Gabriele Condulmer di cui sopra) lo nominò vescovo di Castello l’11 maggio 1433.
Dalla vita contemplativa a quella attiva, Lorenzo fu un perfetto uomo di governo, sensibile a tutti i bisogni del suo tempo, disponibile con tutti e per tutti. Aveva un’attenzione tutta particolare per i poveri, fino a contrarre per essi dei debiti senza avere altra garanzia per pagarli che la sua fede nel Signore.

Il successore di Pp Eugenio IV, Pp Niccolò V (Tommaso Parentucelli, 1447-1455), nel 1451 soppresse la sede vescovile di Castello e la patriarcale di Grado, e diede a Lorenzo Giustiniani il titolo di Patriarca di Venezia: il primo.

Vengono i tempi duri della lotta contro i Turchi: nel 1453 cade in mano loro Costantinopoli, e “a Venezia è tutto un pianto, non si sa che fare”, come scrive un testimone.
Lorenzo Giustiniani va avanti con rigore nell’opera di riforma inimicandosi, qualche volta, il Senato, altre volte i preti. Affascina i veneziani che già lo ritengono per santo ed infatti, alla sua morte, avvenuta l’8 gennaio 1456, il suo corpo rimase esposto alla venerazione dei fedeli per ben sessantasette giorni. I veneziani chiesero che i resti rimanessero per sempre nella chiesa di San Pietro in Castello.
Lorenzo Giustiniani fu canonizzato da Pp Alessandro VIII (Pietro Vito Ottoboni, 1689-1691) il 16 ottobre 1690 ma la pubblicazione ufficiale si avrà soltanto con Pp Benedetto XIII (Pietro Francesco Orsini, 1724-1730) nel 1727.

Di lui restano una quarantina di sermoni e quindici opere scritte tra il 1419 ed il 1455. L’idea dell’ “Eterna Sapienza”, frutto della sua chiamata, è ripresa nei suoi scritti e sermoni, elemento dominante della sua mistica. Nei primi scritti, risalenti al periodo monacale, l’“Eterna Sapienza” guida l’uomo al vertice della perfezione interiore; negli scritti risalenti successivi essa è la sua guida alla perfezione della vita episcopale.

Significato del nome Lorenzo: “nativo di Laurento” (latino).

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