Spezzo i pani e divise i due pesci per tutti. Tutti mangiarono e si sfamarono

Gesù diceva a santa Caterina: « In questo dolcissimo sacramento, ricevete proprio tutta l’Essenza divina, in questo pane bianco. Come indivisibile è il sole, così Dio si trova tutto intero, e l’uomo tutto intero, nell’ostia bianca. Anche se fosse possibile dividere l’ostia in mille e mille briciole, in ognuna sarei ancora Dio tutto intero, uomo tutto intero, come ho detto a te…

Supponiamo che numerose persone vengano a cercare la luce con dei ceri. Una porta un cero di un oncia, un’altra di due once, una terza di tre once, questa di una libbra, quella di più ancora. Tutte si avvicinano alla luce e ognuna accende il suo cero. In ogni cero acceso, qualunque sia il suo volume, si vede ormai la luce tutta intera, il suo colore, il suo calore, il suo chiarore… Così succede a quanti si avvicinano a questo sacramento. Ognuno porta il suo cero, ossia il santo desiderio con il quale riceve e prende il sacramento. Quando uno riceve il sacramento, il cero, spento, viene acceso. Dico che è spento, perché da parte vostra, non siete nulla. Vi ho dato, è vero, la materia con la quale potete ricevere e conservare in voi questa luce. Questa materia è l’amore, perché per amore vi ho creati; ecco perché non potete vivere senza amore ».

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