La preghiera preferita dai Santi

In questo articolo descriviamo la preghiera preferita da tutti i Santi.

Se consideriamo la vita di tutti i Santi, oltre ad un amore infiammato verso la Madonna , troviamo -come sua ovvia conseguenza- un grande amore per il Santo Rosario. “Sulla devozione a Maria, i Santi ci insegnano che i suoi veri devoti sono da Lei amati e protetti con amore di tenerissima Madre e per mezzo di Lei sono certi di trovare Gesù e di ottenere il Paradiso. La devozione che la Chiesa ci raccomanda in modo speciale verso Maria Santissima è la recita del Santo Rosario”, ha scritto San Pio X nel catechismo della Dottrina Cristiana.

Chi ama la Madonna , La prega con fiducia, La onora come una Regina, La invoca come la perfetta Madre di Dio. Il grande amore che si può avere per il Santo Rosario è una normale conseguenza dell’amore portato a Maria. È Lei a dare amore verso il Rosario; è la sua presenza a dare impulso alla recita perseverante del Rosario.
È da quasi mille anni la preghiera preferita dai Santi:
S. Caterina da Siena recitava quotidianamente parecchi Rosari interi e col suo Rosario convertiva tante anime da tenere occupati tutto il giorno vari confessori.
S. Tommaso Moro conservava per sé un Rosario a grossi chicchi di legno e a sua moglie ne donò uno d’oro, ma voleva che lo tenesse al collo quale ornamento femminile.
S. Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano, dedicò la più bella cappella del Duomo di Milano alla Madonna del Rosario.
S. Filippo Neri reputava non gradito a Dio il giorno in cui non avesse recitato il Rosario intero.
S. Francesco di Sales, Vescovo e Dottore della Chiesa, recitava il Rosario intero ogni giorno e ci impiegava un’ora.
S. Francesco Saverio, il grande missionario delle Indie, portava il Rosario al collo quale difesa della sua persona dai pericoli materiali.
S. Pietro Claver distribuiva ogni anno circa 9.000 Rosari agli schiavi.
S. Luigi Gonzaga, dopo avere recitato il Rosario intero, fece voto di verginità.
S. Gabriele dell’Addolorata, dopo aver recitato il Rosario intero nella Santa Casa di Loreto, fece la sua confessione generale, poi andò a farsi passionista nel vicino convento di Morrovalle (Macerata).
S. Giovanni Battista de la Salle nella sua regola permette, come ricchezza nelle camere dei suoi religiosi, un grosso Rosario insieme ad un Crocifisso.
S. Alfonso dè Liguori fece voto “sub gravi” di recitare ogni giorno il Rosario intero. Al suo infermiere un giorno disse: “Dall’aver recitato un Rosario può dipendere la mia eterna salvezza”.
S. Giuseppe Cottolengo, fondatore della “Piccola Casa della Divina Provvidenza”, volle essere sepolto nella Cappella della Madonna del Rosario.
Il Beato Massias, laico domenicano, devotissimo del S. Rosario, in punto di morte confessò che con i suoi Rosari aveva salvato dall’inferno 1.400.000 anime.
S. Giovanni Berchmans, vicino a morire, volle essere composto sul letto di morte con tre cose: il Crocifisso, il Rosario, e la Regola , e disse: “Queste sono le tre cose che ho amato di più: con queste, muoio volentieri”.
S. Paolo della Croce non lasciò mai il Rosario. Sul letto di morte lo recitava ancora. “Non vede che non ne può più? Non si affatichi”, gli diceva l’infermiere. Ed il Santo: “Lo voglio dire finché son vivo; se non lo posso dire con la bocca, lo dirò col cuore”.
Nei secoli passati molti Re e Regine mostravano con piacere la Corona del Rosario, che recitavano ogni giorno. Oggi questo avviene molto raramente. Ricordiamo questi episodi:
Leopoldo il Grande recitava ogni giorno il S. Rosario senza rispetto umano.
Enrico V volle eretta nella sua cappella privata la confraternita del Rosario.
Giovanni Sobieski, combattendo contro i Turchi, aveva la Corona del Rosario intrecciata all’elsa della spada.
Emanuele Filiberto, dopo la vittoria di S. Quintino, entrava trionfatore in Torino con la Corona del Rosario in mano.
Maria Stuarda trovava nel Rosario il suo conforto.
Maria Clotilde e Cristina di Savoia recitavano il Rosario intero ogni giorno.
Anche molti grandi uomini hanno trovato nel Rosario la forza per procedere nelle loro vicende della vita:
Daniele O’ Connell, l’eroe dell’Irlanda, chiamato d’urgenza alla Camera, dove si discuteva la legge per la libertà dell’Irlanda, rispose: “Lasciatemi prima finire il Rosario, che per la libertà della mia Patria vale più di ogni eloquente discorso”.
Andrea Hofer, il difensore del Tirolo contro Napoleone, dopo la vittoria sul monte Isel, disse ai suoi soldati: “Non tanto le palle del fucile quanto le palline del Rosario furono quelle che ci fecero vincere la battaglia”.
Federico Ozanam si convertì vedendo il celebre scienziato Ampère che recitava il Rosario.
Silvio Pellico recitava il Rosario sovente e la sua Corona si conserva ancora nella sua casa di Cavazza (Saluzzo).
Alessandro Manzoni interrompeva le visite e ogni discussione quando l’orologio batteva l’ora del Rosario.

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