Quello che bisogna fare per salvarsi l’anima

Tratto dal libro “Sono Dannata”
IMPRIMATUR
E Vicariatu Urbis, die 9 aprilis 1952
Aloysius Traglia
Archiep. Caesarien. Vicesgerens
Clara e Annetta, giovanissime, lavoravano in una Ditta commerciale a ***
(Germania).
Non erano legate da profonda amicizia, ma da semplice cortesia. Lavoravano ogni giorno l’una accanto all’altra e non poteva mancare uno scambio di idee. Clara si dichiarava apertamente religiosa e sentiva il dovere d’istruire e richiamare Annetta, quando questa si dimostrava leggera e superficiale in fatto di religione. Trascorsero qualche tempo assieme; poi Annetta contrasse matrimonio e si allontanò dalla Ditta. Nell’autunno di quell’anno. Clara trascorreva le vacanze in riva al lago di Garda. Verso la metà di settembre la mamma le mandò dal paese natìo una lettera: «È morta Annetta È rimasta vittima di un incidente automobilistico. L’ hanno sepolta ieri nel “Waldfriedhof’». La notizia spaventò la buona signorina, sapendo che l’amica non era stata tanto religiosa. – Era preparata a presentarsi davanti a Dio? … Morendo
all’improvviso, come si sarà trovata ?… –
L’indomani ascoltò la S. Messa e fece anche la Comunione in suo suffragio, pregando fervorosamente. La notte, dieci minuti dopo la mezzanotte, ebbe luogo la visione…
“Clara non pregare per me! Sono dannata! Se te lo comunico e te ne riferisco piuttosto lungamente. non credere che ciò avvenga a titolo d’amicizia. Noi qui non amiamo più nessuno. Lo faccio come costretta. Lo faccio come “parte di quella potenza che sempre vuole il male e opera il bene”.

Il racconto poi continua dove Annetta a Clara fa una descrizione sulle verità della fede.

Poi a un certo punto descrive la cosa più importante da fare per salvarsi l’anima e andare in Paradiso. Di seguito riporto la descrizione:
La preghiera è il primo passo verso Dio. E rimane il passo decisivo.
Specialmente la preghiera a Colei che fu Madre di Cristo. il nome della quale noi non nominiamo mai.
La devozione a Lei strappa al demonio innumerevoli anime, che il peccato gli consegnerebbe infallibilmente nelle mani.
Proseguo il racconto consumandomi d’ira. È solo perché devo. Pregare è la cosa più facile che l’uomo possa fare sulla terra. E proprio a questa cosa facilissima Dio ha legato la salvezza di ognuno.
A chi prega con perseveranza Egli a poco a poco dà tanta luce, lo fortifica in maniera tale, che alla fine anche il peccatore più impantanato si può definitivamente rialzare. Fosse pure ingolfato nella melma fino al collo.

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