Sant’Agnese Vergine e Martire

Agnese nasce a Roma da genitori cristiani, appartenenti ad illustre famiglia patrizia, nel III secolo.
Decise di consacrare al Signore la sua verginità. Quando era ancora dodicenne, scoppiò una persecuzione e molti furono i fedeli che s’abbandonavano in massa alla defezione. Agnese, però, rimase fedele al Cristo e gli sacrificò la sua giovane vita.

Fu denunciata,come cristiana, dal figlio del prefetto di Roma, invaghitosi di lei e da lei respinto per mantenere fede al suo voto di verginità. Fu esposta nuda al Circo Agonale, un luogo di piazza Navona (oggi cripta di Sant’Agnese) delegato alle pubbliche prostitute. Un uomo che cercò di avvicinarla cadde morto prima di poterla sfiorare e altrettanto miracolosamente risorse per intercessione della santa.
Gettata nel fuoco, questo si estinse per le sue orazioni. Fu allora trafitta con un colpo di spada alla gola, nel modo con cui si uccidevano gli agnelli; per questo nell’iconografia è raffigurata spesso con una pecorella o un agnello, simboli del candore e del sacrificio.

S. Ambrogio nell’inno “Agnes Beatae Virginis” scrive:

« In morte vivebat pudor
vultumque texerat manu
terra genuflexu petit
lapsu verecundo cadens »

« La pudicizia viveva anche nella morte
si coprì il volto con la mano
cadde a terra in ginocchio
e fu vereconda anche nel cadere ».

Nel Martirologio romano è riportato lo scritto di S. Girolamo, che di lei dice: “Con gli scritti e con le lingue di tutte le genti, specialmente nelle chiese, fu lodata la vita di Agnese; la quale vinse e l’età e il tiranno, e col martirio consacrò la gloria della castità”.

Nel Canone Romano (Preghiera Eucaristica I), il nome di Agnese appare accanto a quelli di altre celebri martiri: Lucia, Cecilia, Agata, Anastasia, Perpetua e Felicita.

La data della morte non è certa. Secondo il parere di alcuni storici Agnese avrebbe versato il sangue il 21 gennaio di un anno imprecisato: durante la persecuzione voluta dall’imperatore Decio e ordinata dal prefetto di Roma Sinfronio (249-251) o durante la persecuzione di Valeriano (258-260), ma, secondo altri, con ogni probabilità, ciò sarebbe avvenuto nel 304 durante la persecuzione perpetrata dall’imperatore Diocleziano. Infatti, i cristiani furono uccisi in gran numero e subirono ogni sorta di tortura; tale periodo ebbe l’appellativo di “era dei martiri”.

Ad Agnese sono dedicati, a Roma, la chiesa di S. Agnese in Agone, in Piazza Navona, il luogo supposto del martirio, e il complesso monumentale di S. Agnese fuori le mura fatto erigere dalla principessa Costantina, figlia dell’imperatore Costantino I, sulle catacombe nelle quali fu sepolto il suo corpo.
Qui, ogni anno, il 21 gennaio, due agnelli allevati da religiose vengono benedetti e offerti al Papa perché dalla loro lana siano tessuti i palli dei patriarchi e dei metropoliti del mondo cattolico.

S. Agnese è la patrona delle vergini, delle fidanzate, dei giardinieri e degli ortolani.
Anche l’Almo Collegio Capranica (seminario fondato, nel 1457, dal Cardinale Domenico Capranica, con lo scopo di offrire la possibilità di un’adeguata formazione al sacerdozio ai giovani meno abbienti della città di Roma) tradizionalmente costruito sul luogo della sua casa natale, venera S. Agnese come patrona.

Significato del nome Agnese : “pura,casta” (greco).

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