San Vincenzo Pallotti


Vincenzo Pallotti nasce a Roma, il 21 aprile 1795, in una casa in via del Pellegrino, nel rione Parione, terzo di dieci figli, da Pietro Paolo, umbro, proveniente da S. Giorgio di Cascia, e da Maria Maddalena De Rossi, romana; fu battezzato il giorno successivo, nella chiesa di S. Lorenzo in Damaso. Studiò prima presso la scuola di S. Pantaleo e successivamente al Collegio Tomano e all’Archiginnasio. Sin da giovane mostrò amore per la preghiera, la disciplina, il digiuno e la flagellazione.

Fu cresimato il 10 luglio 1801 e nel 1805 ricevette la prima comunione e gli fu concesso il privilegio, inconsueto per il tempo, di ripeterla ogni giorno. A dodici anni fu posto sotto la direzione spirituale del sacerdote Bernardino Fazzini.

Il 10 settembre 1817 divenne diacono; il 16 maggio 1818 fu ordinato sacerdotee il 15 luglio, dello stesso anno, conseguì la laurea in filosofia e teologia. Ottima preparazione, confessore al Seminario Romano e al Collegio Urbano di Propaganda Fide, attivo in molte opere di carità.

Egli visse in un tempo in cui furono posti i fondamenti del mondo moderno e di un nuovo ordine socio-politico. Le idee dell’illuminismo, le turbolenze del periodo napoleonico, la nascita della cosiddetta “questione operaia”, che sboccò nella pubblicazione del “Manifesto comunista”, le tendenze liberali, i movimenti nazionali in Europa e lo sviluppo della stampa di massa sono solo alcuni degli eventi che caratterizzarono i tempi di Vincenzo Pallotti.
Nello stesso tempo operarono Adolf Kolpng in Germania, Frederic Ozanam in Francia e Antonio Rosmini in Italia.

Vincenzo vedeva i problemi che assalivano la fede e l’incremento dei compiti legati all’annuncio del Vangelo nelle terre di missione. Davanti a tali problemi che la Chiesa doveva affrontare, il Pallotti rivolse l’attenzione sulla necessità urgente di ravvivare la fede e di riaccendere la carità tra i cattolici per portare a tutti gli uomini la buona novella della salvezza.
Nel territorio della città di Roma egli, insieme ad un gruppo di collaboratori, sviluppò una mole notevole di attività apostoliche. Nello stesso tempo si adoperò di unirle e coordinarle.

Il 4 aprile 1835 fondò la « Societas Apostolatus Cattolici » (“Unione dell’Apostolato Cattolico”), unendo sacerdoti e fratelli, suore e laici, sposati e non sposati, nel comune impegno di vivere e di propagare insieme il Vangelo.

Vincenzo Pallotti comprese che tutti i fedeli hanno con Cristo, Apostolo dell’eterno Padre, una missione per la Chiesa e per il mondo. I vescovi e i sacerdoti non possono portare da soli tutta la responsabilità dell’evangelizzazione, anche i laici hanno l’obbligo e il diritto di partecipare attivamente alla missione della Chiesa; tale concezione era nuova ai suoi tempi.
L’“Unione dell’Apostolato Cattolico” aveva il compito di risvegliare in tutti la consapevolezza della vocazione all’apostolato e di promuovere nelle diverse parti della terra un’attiva partecipazione alla missione della Chiesa.
In molteplici scritti il Pallotti sviluppò la visione globale dell’opera della Chiesa, affinché la buona novella fosse portata a tutti gli uomini in modo ordinato e sistematico.

Muore il 22 gennaio 1850, senza aver visto il pieno sviluppo della sua opera. I suoi collaboratori più stretti continuarono la sua missione, assicurando alla Società un ulteriore sviluppo.
La U.A.C. (“Unione dell’Apostolato Cattolico”), ora conosciuta come “Società dell’Apostolato Cattolico”, conta circa 9500 membri ed è presente in 42 paesi.

Papa Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939) chiamò Vincenzo Pallotti “Antesignano dell’Azione Cattolica”, il Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) dichiarò che dal Santo ci viene “la lezione di onorare la vocazione dell’età adulta del laicato”, San Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli, 1958-1963) amava additarne il luminoso esempio di “sacerdote edificatissimo”.

Vincenzo Pallotti è stato beatificato dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) il 22 gennaio 1950 e canonizzato da S. Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli, 1958-1963) il 20 gennaio 1963.

Significato del nome Vincenzo : “che vince, destinato a vincere” (latino).

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