Gesù si dona totalmente fino a farsi cibo per noi

L’Unigenito Figlio di Dio, volendoci partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura e si fece uomo per renderci divini. Tutto quello che assunse, lo valorizzò per la nostra salvezza. Offrì infatti a Dio Padre il suo corpo come vittima sull’altare della croce per la nostra riconciliazione. Sparse il suo sangue facendolo valere come riscatto e come lavacro perché, redenti dall’ umiliante schiavitù, fossimo purificati da tutti i peccati.

Perché rimanesse in noi, infine, il costante ricordo di un così grande beneficio, lasciò ai suoi fedeli il suo corpo in cibo e il suo sangue come bevanda, sotto le specie del pane e del vino… Che cosa mai vi può essere di più prezioso? Non ci vengono imbandite le carni dei vitelli e dei capri, come nella legge antica, ma ci viene dato in cibo Cristo, vero Dio. Cosa potrebbe essere più sublime di questo sacramento?… Nessuno può esprimere la soavità di questo sacramento. Per mezzo di esso si gusta la dolcezza spirituale alla sua stessa fonte e si fa memoria di quella altissima carità che Cristo ha dimostrato nella sua passione.

Egli istituì l’Eucaristia nell’ultima cena quando, celebrata la Pasqua con i suoi discepoli, stava per passare dal mondo al Padre. L’Eucaristia è il memoriale della passione, il compimento delle figure dell’Antica Alleanza, la più grande di tutte le meraviglie operate da Cristo, mirabile documento del suo amore immenso per gli uomini.

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