Rosario con Padre Pio per chiedere una grazia

Primo mistero gaudioso. L’Annunciazione.

Quanto più le grazie e i favori di Gesù crescono nell’anima vostra tanto maggiormente dovete umiliarvi, tenendo sempre voi l’umiltà della nostra celeste Madre, la quale nell’istante che diviene Madre di Dio, si dichiara serva ed ancella del medesimo Iddio (cfr Lc 1,38). (Epistolario III, 50)

Padre, dicendo il Rosario devo stare attenta all’Ave o al mistero? «All’Ave, salutare la Madonna nel mistero che contempli».

Secondo mistero gaudioso. La Visitazione.

Unico vostro pensiero sia quello di amare Dio e crescere sempre più nella virtù e nella carità santa, ch’è il vincolo della perfezione cristiana (Col 3,14: «vinculum perfectionis»). (Epistolario II, 369)

La vera grandezza dell’anima consiste nell’amare Dio e nell’umiltà. (Gesù)

Terzo mistero gaudioso. La Nascita di Gesù.

Povertà, umiltà, abiezione, disprezzo, circondano il Verbo fatto carne; ma noi, dall’oscurità in cui questo Verbo fatto carne è avvolto, comprendiamo una cosa, udiamo una voce, intravediamo una sublime verità: tutto questo l’hai fatto per amore, e non c’inviti che all’amore, non ci parli che di amore, non ci dai che prove di amore. (Epistolario IV, 972-973)

Oh! prostriamoci innanzi al presepe e con il grande san Girolamo, il santo infiammato di amore a Gesù Bambino, offriamogli tutto il nostro cuore senza riserva, e promettiamogli di seguire gli insegnamenti che giungono a noi dalla grotta di Betlemme, che ci predicano essere tutto quaggiù vanità delle vanità, non altro che vanità. (Epistolario IV, 973)

«Vanità delle vanità, tutto è vanità» (Qo 1,2), fuorché amare Dio e servirlo. (Imitazione di Cristo)

Quarto mistero gaudioso. La Presentazione di Gesù al Tempio.

Gesù si compiace comunicarsi alle anime semplici; sforziamoci di fare acquisto di questa bella virtù, abbiamola in gran pregio. Gesù disse: «se non vi fate come i fanciulli, non entrerete nel regno dei cieli» (Mt 18,3). Ma prima d’insegnarlo a noi colle parole l’aveva praticata lui stesso col fatto. Si fece bambino e ci diede l’esempio di quella semplicità che poi avrebbe insegnato anche colle parole. (Epistolario I, 606-607)

Io sono il trastullo di Gesù Bambino, come lui spesso mi ripete, ma quello che è peggio, Gesù ha scelto un balocco di nessun valore. Mi dispiace solo che questo balocco da lui prescelto imbratta le sue divine manine. Mi dice il pensiero che qualche giorno mi butterà in un fosso per non più scherzarvi. Ne godrò, non merito altro che questo. (Epistolario I, 331)

Col Rosario si può ottenere tutto. (Santa Teresa di Gesù Bambino)

Mia buona Madre, abbi pietà di me; io mi dono tutta a te affinché tu mi doni al tuo caro Figlio che io voglio amare con tutto il mio cuore. Mia buona Madre, dammi un cuore che bruci d’amore per Gesù. (Santa Bernadette)

Quinto mistero gaudioso. Il Ritrovamento di Gesù nel Tempio.

Non sia mai, o caro Gesù, che io perda un sì prezioso tesoro quale voi siete per me. Mio Signore e mio Dio, troppo viva è nella mia anima quella ineffabile dolcezza, che piove dai vostri occhi… Come potrà essere lenito lo strazio del mio cuore, il sapersi lontano da voi? Assai bene conosce l’anima mia quale terribile battaglia fu la mia, quando voi, o mio diletto, da me vi nascondeste! (Epistolario I, 675)

Primo mistero doloroso. L’Agonia di Gesù nel Getsemani.

Procura di conformarti sempre e in tutto alla volontà di Dio, in ogni evento e non temere. Questa conformità è la via sicura per arrivare al cielo. (Epistolario III, 448)

L’anima che Mi è più cara è quella che compie fedelmente la volontà di Dio. (La Madonna)

Secondo mistero doloroso. La Flagellazione.

Sappiate poi soffrire tutto cristianamente e non temete, che nessuna sofferenza, per quanto basso ne sia il suo motivo, resterà senza merito per la vita eterna. Confidate e sperate nei meriti di Gesù, e così anche l’umile argilla diverrà oro finissimo da risplendere nella reggia del monarca dei cieli. (Epistolario II, 473)

Unisci le tue piccole sofferenze alla Mia dolorosa Passione, affinché acquistino un valore infinito davanti alla Mia Maestà. (Gesù)

Le virtù che Mi sono più care sono l’umiltà, la purezza, l’amore di Dio. (La Madonna)

Terzo mistero doloroso. La Coronazione di Spine.

Soprattutto poi portate il vostro pensiero sulle annichilazioni che il Figliuolo di Dio ha sofferto per nostro amore. Il pensiero delle sofferenze e delle umiliazioni di Gesù voglio che siano l’oggetto ordinario delle vostre meditazioni. Se il praticherete, come son certo, in breve tempo ne esperimenterete i salutari frutti. (Epistolario III, 58)

Quarto mistero doloroso. La Salita di Gesù al Calvario con la Croce.

Di cosa non è capace la creatura aiutata da Gesù? Io non bramo punto di essere alleggerita la croce, poiché soffrire con Gesù mi è caro; nel contemplare la croce sulle spalle di Gesù mi sento sempre più fortificato ed esulto di una santa gioia. (Epistolario I, 303)

Il Signore non verrà mai meno nelle sue promesse: «Non temere, io ti farò soffrire, ma te ne darò anche la forza — mi va ripetendo Gesù. Desidero che l’anima tua con quotidiano ed occulto martirio sia purificata e provata; non ti spaventare se io permetto al demonio di tormentarti, al mondo di disgustarti, alle persone a te più care di affliggerti, perché niente prevarrà contro coloro che gemono sotto la croce per amor mio e che io mi sono adoperato per proteggerli». «Quante volte — mi ha detto Gesù poc’anzi — mi avresti abbandonato, figlio mio, se non ti avessi crocifisso. Sotto la croce s’impara ad amare ed io non la do a tutti, ma solo alle anime che mi sono più care». (Epistolario I, 339)

Quinto mistero doloroso. La Crocifissione e Morte di Gesù.

Ricordati ed imprimiti bene nella mente che il Calvario è il monte dei santi; ma ricordati ancora che dopo salito il Calvario, piantatavi la croce e spirata su dessa, si ascenderà immediatamente ad un altro monte che si denomina Tabor, la Gerusalemme celeste. Ricordati che il patire è breve, ma la ricompensa è eterna. (Epistolario III, 246-247)

Amate la Madonna e fatela amare. Recitate sempre il Rosario. (Testamento spirituale)

Primo mistero glorioso. La Risurrezione di Gesù.

Resurrexit! Ecco il grido di giubilo che la Chiesa innalza in questo giorno da ogni angolo della terra e tutti i popoli cristiani, affratellandosi insieme, solennizzano in modo speciale questo santo giorno, rispondendo all’invito materno della Chiesa con le parole dell’apostolo san Paolo. «Ita et nos in novitate vitae ambulemus» (Rm 6,4): risorgiamo noi pure in vita nuova, morigerata e santa. (Epistolario IV, 1083)

Padre Pio, dimmi la verità, quanti Rosari hai detto oggi? «Senti, la bugia non te la posso dire; trentadue, trentatré (di 15 decine), e forse qualcuno in più».

Secondo mistero glorioso. L’Ascensione di Gesù al Cielo.

Volevano le regole di una rigorosa giustizia che, risorto, Cristo salisse subito glorioso alla destra del suo celeste Padre nel possesso dell’eterno gaudio, come proposto si era nel sostenere l’acerbissima morte di croce. E, nondimeno, noi sappiamo benissimo che, per lo spazio di quaranta giorni, volle comparire risorto. «Surrexit Dominus vere et apparuit» (Lc 24,34). E per che mai? Per stabilire, come dice san Leone, con sì eccelso mistero le massime tutte della novella sua fede. Reputò, quindi, non aver fatto abbastanza per la nostra edificazione se, dopo esser risorto, non fosse comparso. Dico questo per la nostra edificazione, perché non basta a noi il risorgere ad imitazione di Cristo, se, a sua imitazione, non compariamo risorti, cambiati, e rinnovati nello spirito. (Epistolario IV, 1084-1085)

Passeranno anche per noi questi quaranta giorni che mancano alla nostra salita al cielo. Non saranno giorni poi, ma saranno mesi, saranno forse anni: io vi auguro, o fratelli, una vita lunga e prosperosa, piena di benedizioni celesti e terrene. Ma, finalmente, questa vita finirà! Ed allora felici noi, se ci saremo assicurati la gioia di un felice passaggio all’eternità. (Epistolario IV, 1085)

Oggi ho fatto compagnia a Gesù mentre ascendeva al cielo. All’improvviso mi vidi in mezzo ad una grande schiera di discepoli e di Apostoli. C’era anche la Madonna. Gesù diceva di andare in tutto il mondo «insegnando nel Mio nome». Stese le mani, li benedisse e scomparve in una nuvola. (Santa Faustina Kowalska)

Terzo mistero glorioso. La Discesa dello Spirito Santo.

Non vi abbandonate mai a voi stessa; ogni fiducia ponetela in Dio solo, da lui aspettatevi ogni forza e non desiderate soverchiamente di essere libera dal presente stato; lasciate che lo Spirito Santo operi in voi. Abbandonatevi a tutti i suoi trasporti e non temete. Egli è tanto sapiente, soave e discreto da non causare che il bene. Quale bontà di questo Spirito Paraclito per tutti, ma quale per voi massimamente che lo cercate! (Epistolario II, 64)

Quarto mistero glorioso. L’Assunzione.

Gesù che regnava in cielo coll’umanità santissima, che aveva preso dalle viscere della Vergine, volle che pure la madre sua non solo con l’anima, ma anche col corpo, si riunisse a lui e dividesse appieno la sua gloria. E ciò era ben giusto e doveroso. Quel corpo che neppure un istante era stato schiavo del demonio e del peccato, non lo doveva essere neppure nella corruzione. (Epistolario IV, 1089)

Pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’Immacolata Madre di Dio sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. (Pio XII, Munificentissimus Deus)

Beati noi se siamo fedeli a recitare bene la prece così popolare e splendida del Santo Rosario! Fortunata la nostra esistenza se si intreccia a questo serto di rose, a questa ghirlanda di lodi a Maria, e ai misteri del suo Divin Figlio! (Paolo VI)

Quinto mistero glorioso. L’Incoronazione di Maria Vergine.

Le porte esterne si schiudono, e la madre di Dio vi entra. Non appena i beati comprensori la vedono, compresi dallo splendore della sua bellezza, le muovono tutti giulivi e festanti incontro, la salutano e la onorano coi titoli più eccelsi, si prostrano ai suoi piedi, le presentano i loro omaggi, la proclamano concordemente loro regina. Alla festa degli angioli si unisce la Triade sacrosanta. Il Padre accoglie in lei la sua prediletta e la invita a prendere parte alla sua potenza. (Epistolario IV, 1090)

Sforziamoci noi pure, come tante anime elette, di tener sempre dietro a questa benedetta Madre, di camminare sempre appresso ad ella, non essendovi altra strada che a vita conduce, se non quella battuta dalla Madre nostra: non ricusiamo questa via, noi che vogliamo giungere al termine. (Epistolario I, 602)

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