I PECCATI CHE GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO: ATTO IMPURO CONTRO NATURA

Questo tema, conosciuto e dibattuto oggi con il suo nome proprio di “omosessualità”, suscita grossi dibattiti e differenti soluzioni nelle varie religioni e nelle molteplici tendenze politiche degli Stati. Un campo molto vasto e minato.
Parlando a credenti, come sono i lettori di questa rivista, il mio compito è conoscere che cosa dice la Bibbia su questo argomento e quali sono gli insegnamenti dei successori degli Apostoli di Gesù Cristo: il Papa e i Vescovi.

Partiamo della creazione dell’uomo. Nel primo libro della Bibbia, e nelle primissime battute troviamo scritto: «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi”».
La volontà di Dio è chiara: i due formeranno una carne sola per la contentezza dell’unità e per la gioia di dar vita a nuove creature. Splendida l’esclamazione di Adamo quando si vide davanti la sua donna: “Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa” (cf Gn 2-3).

Un episodio narrato in questo stesso libro della Bibbia, Dio colpisce l’abominio le due città, Sodoma e Gomorra, perché i suoi abitanti si erano pervertiti seguendo l’unione tra persone dello stesso sesso (Gn 18-19).
II peccato di Sodomia viene descritto come omosessualità (Gn 19,5), come autogiustificazione (Is 3,9) e anche come orgoglio e comportamento poco sociale (Ez 16,49).

Possiamo dunque affermare che secondo la Bibbia la tendenza omosessuale non è condannata in se stessa, ma vi è condannato l’atto omosessuale che è decisamente un abominio davanti a Dio, perché contrario alla legge naturale, infatti sbarra la via alla vita e al vero profondo amore.
Anche la Chiesa cattolica ha sempre dichiarato che gli atti sessuali tra persone dello stesso sesso sono intrinsecamente disordinati, cioè contrari alla legge naturale.

Come comportarci con gli omosessuali.
Una distinzione necessaria

Tutte le volte che ci troviamo di fronte a un’infrazione, più o meno grave, della legge di Dio, dobbiamo fare una netta distinzione tra il peccato e il peccatore: il primo va condannato a differenza del secondo. Noi infatti non conosciamo quale grado di responsabilità ha colui che infrange la legge.
La stessa distinzione dobbiamo tenere nel valutare il comportamento omosessuale o, come scriveva il Catechismo di Pio X, il peccato impuro contro natura. In questo caso noi dobbiamo sempre stabilire una netta e doverosa differenza tra il giudizio di un’azione cattiva in se stessa, da condannare, e il giudizio morale sulla persona che la commette, giudizio che deve essere molto cauto, perché nessuno può valutare il grado di responsabilità della persona che ha compiuto quell’azione. Gesù ordina senza mezzi termini: non giudicate e non condannate, perdonate, la stessa misura che usate con gli altri, sarà usata con voi.

Certo l’inclinazione omosessuale costituisce per la persona umana una dura prova. Essi vanno accolti con rispetto, con delicatezza, senza ingiusta discriminazione, dice il Catechismo della Chiesa Cattolica (2358). Per conservarsi casti essi devono attingere con fede alla preghiera e alla grazia sacramentale.

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