La scienza non riesce a spiegare cosa succede durante le apparizioni della Madonna ai veggenti di Medjugorje

Per la prima volta nella storia, siamo in grado di avere una chiara e dettagliata risposta dalla scienza a questa domanda : cosa accade quando i sei veggenti di Medjugorje dicono di vedere la Madonna? Fingono o si verifica davvero qualcosa ? E, nel caso, hanno veramente di fronte una presenza esterna o hanno una propria allucinazione? Non era mai accaduto in precedenza che le apparizioni fossero analizzate nel modo che è stato fatto per queste apparizioni; sia perché erano altri tempi e la scienza non disponeva di apparecchiature adatte e di conoscenze utilizzabili, sia perché il protrarsi nel tempo di questo fenomeno e la sua regolarità quotidiana, ne fanno un caso straordinario e una situazione privilegiata per gli studiosi.

Queste apparizioni sono le più studiate della storia dal punto di vista scientifico, potremo dire l’unico caso che ha potuto essere davvero indagato approfonditamente dagli studiosi e nelle condizioni ottimali. Il primo studio realizzato nel 1984 ha dimostrato che durante l’apparizione i veggenti non reagiscono a nessun stimolo luminoso o doloroso, cui sono invece reattivi prima e dopo le apparizioni. Studi successivi, condotti con apparecchiature più sofisticate, hanno dimostrato in modo inequivocabile che durante l’estasi esiste un innalzamento della soglia dolorifica pari almeno al 700 per cento (dottori Frigerio – Mattalia) Gli strumenti scientifici e gli apparecchi di ripresa hanno consentito di dimostrare la sincronicità dei movimenti.

Nel 1984 una equipe guidata dal professor Joyeux dell’università di Montpellier, cui ha preso parte anche il teologo Padre Laurentin ha effettuato numerosi rilievi medico-scientifici, tenendo sotto controllo i parametri fisiologici dei veggenti attraverso elettrocardiogrammi, elettroencefalogrammi e misurazione della sensibilità cutanea.

A conclusione, è stato possibile affermare che, durante le apparizioni, i veggenti non sono in stato di sonno o di sogno, non hanno fenomeni epilettici ( lo dimostrano gli elettroencefalogrammi ) o patologie allucinatorie uditive o visive legate a anomalie a livello dei recettori sensoriali periferici ( poiché le vie uditive e visive sono normali) e neppure allucinazioni parossistiche ( lo dimostrano gli elettroencefalogrammi ), non hanno allucinazioni di tipo onirico come possono essere osservate nelle confusioni mentali acute o nel corso della evoluzione delle demenze atrofiche. Non si tratta di isteria o catalessi, perché durante l’estasi i muscoli della mimica non sono inibiti, ma funzionano normalmente. E’ escluso scientificamente la menzogna e l’imbroglio. Viene nel contempo confermato che, durante il tempo dell’apparizione, i ragazzi percepiscono qualcosa di eccezionale.

Lo testimonia il convergere contemporaneo degli occhi dei veggenti verso un identico punto, in alto dinanzi a loro. Le estasi non possono essere un imbroglio, dal momento che le modificazioni fisiologiche prodottesi durante l’apparizione non possono essere volontarie.

Perciò l’equipe del prof. Joyeux dichiara che “ il fenomeno delle apparizioni di Medjugorje si rivela scientificamente inspiegabile “, infatti “ nessuna denominazione scientifica pare adatta a designare questi fenomeni. Si potrebbe definire come uno stato di preghiera intensa, separata dal mondo esterno, uno stato di contemplazione e di comunicazione coerente e sana, con una persona distinta che essi solo vedono, odono e possono toccare”.

Il prof. Joyeux ha condotto un nuovo ciclo di studi a Medjugorje nel 2001, da cui è emersa la conferma dei precedenti risultati, specialmente per quanto riguarda l’isolamento sensoriale che si realizza, nei veggenti, durante l’apparizione : “ per esempio; durante un’apparizione emisero dei lampi di luce abbagliante davanti agli occhi dei ragazzi, che non manifestarono alcuna reazione, come se non li avessero visti. I loro sensi erano come sospesi. Allo stesso modo vennero prodotti dei suoni assordanti nelle orecchie di Ivan, che non ebbe alcuna reazione. Non aveva sentito niente”.

Nel 1985 altri ricercatori, i dottori Luigi Frigerio e Giacomo Mattalia, hanno approfondito la reazione degli occhi dei veggenti durante le apparizioni: i dati raccolti dalla strumentazione dell’èquipe italiana confermano le conclusioni dell’èquipe francese. Interessanti però, sono alcuni particolari nuovi come quelli emersi dallo studio pupillometrico dei veggenti; i dottori premettono che normalmente la pupilla oculare di un soggetto normale si dilata quando si verifica una riduzione della luce ambientale e si restringe quando la luxmetri aumenta. Dunque – a condizioni immutate di luce- non dovrebbe verificarsi alcuna variazione dei diametri pupillari. Ebbene, il 7 settembre 1985 viene sottoposta a esame la pupilla di Marija Pavlovic e si scopre che poco prima dell’estasi “ presentava un diametro pari al 36 per cento del diametro totale dell’iride. Durante l’estasi invece la pupilla appariva dilatata con un diametro pari al 55 per cento del diametro totale dell’iride. Subito dopo l’estasi la pupillometria si riduceva e, a condizioni invariate di luce, risultava del 32 per cento rispetto al diametro dell’iride”. ( Lo stesso fenomeno si verificò il giorno successivo con Jakov Colo).

Come si spiega un fenomeno simile? Ovviamente nessuno può produrre volontariamente simili modificazioni nella propria pupilla e – siccome le condizioni esterne di luminosità sono rimaste immutate prima, durante e dopo l’estasi- si tratta di una variazione che viene prodotta da un evento esterno, da una “presenza” che viene percepita solo da loro e che quindi provoca quei cambiamenti rilevabili con i macchinari nella fisiologia dei sei giovani….(i medici hanno potuto constatare altri particolari , come una forte riduzione dei movimenti delle palpebre e una notevole variazione delle pulsazioni cardiache) …….. Una “ presenza” la cui permanenza – percepita dai sensi dei veggenti – dura esattamente la durata dell’estasi. Anche in questo caso si tratta di una modificazione impossibile da fare volontariamente.

Ancora nel 1985 gli studiosi che hanno raccolto dati a Medjugorje si sono riuniti per fare il punto dell’indagine e dei verbali …. dalla riunione emergono una serie di altri dati assai significativi. Innanzi tutto le misurazioni relative alla sensibilità al dolore che confermano la precedente indagine: “Risultato di tutto questo studio” ha dichiarato il prof. Maurizio Santini “ è stato di rilevare una anestesia completa e transitoria limitata al periodo dell’estasi. Nella letteratura medica non sono descritti casi di questo genere”.

Il neuro-fisiologo Marco Margnelli ha fatto un esperimento con una specie di macchina della verità , ( il poligrafo psicofisiologico ) per stabilire se i veggenti mentivano, perché i riflessi psico-fisiologici possono svelare la frode, rivelando lo stato di coscienza nel quale il soggetto si trova e se ha emozioni, oppure no . Ebbene, dopo un’accurata indagine, il professore ha concluso che non c’è frode o simulazione.

Una commissione scientifica e teologica internazionale, formata da 17 fra scienziati, dottori, psichiatri e teologi, dopo alcuni anni di studi, ha tratto nel 1986 queste conclusioni in dieci punti (“documentabili dal punto di vista psicologico, medico e pastorale”) che ha messo a disposizione del Magistero della Chiesa.

Le indagini psicologiche permettono di escludere con certezza la frode e l’inganno da parte di tutti i veggenti.
Secondo gli esami medici si può escludere con certezza che si tratti di allucinazioni patologiche.
Secondo le indagini psicologiche e mediche si deve escludere una spiegazione puramente naturale di quei fenomeni.
Secondo le osservazioni documentabili non è possibile ritenere una spiegazione di questi fenomeni che sia di ordine preternaturale ossia di origine diabolica.
Secondo le osservazioni sempre documentabili c’è corrispondenza sia sotto l’aspetto medico che sotto l’aspetto pastorale con i fenomeni descritti abitualmente nella teologia mistica.
Secondo informazioni sicure si può parlare con certezza di progressi spirituali e morali per i “ veggenti” dall’inizio di questi fenomeni fino ad oggi.
Non si può trovare un insegnamento scaturito da queste “rivelazioni” che sia in contraddizione con la Fede o la morale cristiana.
Dopo più di quattro anni nessuno può negare i frutti spirituali buoni su tutto il Popolo di Dio coinvolto in questi fenomeni.
Non si può ritenere che sia nato intorno a questi fenomeni qualche movimento nella Chiesa che sia in contraddizione con la Fede e la morale cristiana.
Quindi secondo la prassi abitualmente usata in casi simili nella Chiesa non si può rifiutare per adesso il “nihil obstat” alle devozioni e alle manifestazioni pubbliche di culto osservando con grande cautela e prudenza pastorale l’evolversi della situazione in modo da poter arrivare, una volta terminati questi fenomeni, alla conclusione sulla Verità e il carattere soprannaturale di codesti fatti.

Ulteriori ricerche scientifiche realizzate più di recente, nel 1998, non hanno apportato novità di rilievo. Infine, nel giugno del 2005, il neurologo francese Philippe Loron ha eseguito ulteriori rilevazioni, accertando ancora una volta che i veggenti, nel momento dell’apparizione, sono completamente separati dal mondo esterno e non reagiscono ad alcuno stimolo, ma non mostrano alcuna patologia nervosa.

Dunque da tutto questo complesso di indagini scientifiche dai risultati univoci, possiamo concludere che i veggenti sono sani, che non c’è inganno né allucinazione, che si verificano fenomeni—accertati e visibili comunque anche a occhio nudo—che la scienza non riesce a spiegare.

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