Beata Anna Michelotti


Anna Michelotti è nata ad Annecy nell’Alta Savoia (all’epoca territorio del Regno di Sardegna), il 29 agosto 1843, terzogenita di Gian Michele Telesforo Michelotti, emigrato piemontese di Almese e di Pierina Mugnier-Serand di Annecy. Viene battezzata il giorno dopo nel Duomo di Notre-Dame de Liesse.

A cinque anni rimane orfana di padre, cresce alla scuola della mamma, donna di saldi principi cristiani che si prodigava nell’aiutare il prossimo, in particolare visitava e assisteva gli ammalati nelle loro case.
A 12 anni, il 25 marzo 1855 Anna fa la prima comunione. Il 25 marzo è il giorno che Anna ricordò sempre con emozione e gratitudine.
Il dono provvidenziale che mamma Pierina in quel giorno fa ad Anna è la visita a un povero infermo per confortarlo e porgergli aiuto. Con quel gesto di delicata carità la mamma voleva che Anna restituisse la grande Visita di Gesù ricevuta al mattino, un regalo veramente singolare.

Fin dall’adolescenza Anna sente forte il desiderio di consacrare la vita a Dio nel servizio dei malati poveri perché in lei viva era la parola di San Francesco di Sales : “… non accontentarti di essere povera come i poveri, ma sii più povera dei poveri, va a servirli quando giacciono a letto infermi e servili con le tue proprie mani. Questa servitù è più gloriosa di un regno”.

In Francia Anna non trova un Istituto che risponda alle sue attese. Un giorno mentre era raccolta in preghiera nella Basilica della Visitazione ad Annecy presso gli altari di S. Francesco di Sales e di S. Giovanna Francesca di Chantal, percepisce chiaramente una voce che le dice: “Va a Torino e fonda il tuo Istituto”.

Anna, senza porre indugio, lascia la Savoia e viene definitivamente in Italia: è l’anno 1871. Prima tappa Almese, in Val di Susa, dove si ferma per un breve periodo di tempo per salutare i parenti paterni e poi si avvia verso Torino.
Affitta una stanzetta presso le sorelle Lupis a Moncalieri, cittadina vicina a Torino, dalla quale ogni giorno parte, a piedi, per recarsi in città provvista di una scopa e di una macchinetta a spirito, questo dice la povertà che regnava nelle soffitte e negli scantinati dei poveri dove presta le sue cure disinteressate agli ammalati.

Da Moncalieri Anna si trasferisce ben presto nel centro storico della città di Torino, per svolgere la sua opera con più efficienza e accogliere le prime giovani desiderose di condividere il suo ideale.

Nel 1873 affitta tre stanze in Via Santa Maria di Piazza, 5, nel cuore di Torino, vicino alla chiesa di S. Maria di Piazza.

L’8 agosto 1875 l’arcivescovo di Torino mons. Lorenzo Gastaldi approva il nascente istituto, mentre il 2 ottobre Anna, con il nome di Suor Giovanna Francesca della Visitazione e le sue prime compagne emettono la professione religiosa, col quarto voto di servire gli infermi poveri gratuitamente.
Nasce così l’Istituto delle Piccole Serve del S. Cuore di Gesù, per l’assistenza gratuita ai malati poveri a domicilio.

Nel 1876 si trasferisce con la piccola comunità in Piazzetta del Corpus Domini,16. Donna di grande virtù si ritira dal 14 al 23 giugno 1878 presso il monastero della Visitazione in Via delle Orfane a Torino per scrivere le prime regole.

Settembre 1880, l’arcivescovo di Milano, Mons. Nazari di Calabiana accoglie le prime Piccole Serve nella sua diocesi. La Fondatrice inizia la spola tra Torino e Milano, per aiutare la nascente comunità.

Anno 1882, fidandosi solo della Provvidenza e “… mettendo l’affare in mano a S. Giuseppe” sono sue testuali parole, acquistò Villa Pruss, in zona Valsalice, attuale Casa Madre e Casa Generalizia della Congregazione

L’opera di Anna Michelotti nella città di Torino si svolge lungo un arco di 15 anni, dal 1872 fino alla sua morte.
Muore il 1° febbraio 1888, il giorno dopo Don Bosco. Poche ore prima della morte permise, cedendo alle ripetute insistenze delle suore, di farsi fotografare. Colei che per tutta la vita, dimentica di se stessa, aveva servito i più indifesi, fu sepolta, con ai fianchi il cingolo francescano, in una poverissima bara, nella terra bagnata dalla pioggia di un piccolo cimitero. “Il chicco di grano” era morto ma una luce di amore avrebbe continuato a brillare attraverso le sue figlie, oggi attive anche in terra di missione.
Le sue reliquie sono venerate a Torino nella casa madre di Valsalice.

Il 27 luglio 1933 inizia il processo informativo sulla sua vita e sulle sue virtù.
Il 15 dicembre 1966, il Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) si pronuncia sulla eroicità delle sue virtù.
Il 23 maggio 1975 ne promulga il decreto di beatificazione e il 1° novembre 1975 la proclama Beata.

Significato del nome Anna : “grazia, la benefica” (ebraico).

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