San Nicola da Longobardi


Nicola, al secolo Giovanni Battista Clemente, nasce il 6 gennaio 1650 a Longobardi (Cosenza) dai coniugi Fulvio Saggio e Aurelia Pizzini, primogenito di cinque figli: i gemelli Domenica e Antonio, Muzio e Nicola. Il 10 gennaio 1650 viene battezzato nella parrocchia di Santa Domenica.
Il 3 maggio 1668, a coronamento dell’itinerario dell’iniziazione cristiana, nella parrocchia di S. Domenica gli è amministrata la Cresima dal Vescovo di Tropea Mons. Luigi de Morales. Nello stesso periodo si aggrega al Terz’Ordine dei Minimi presso la chiesa del locale Convento dell’Assunta, più comunemente detto di S. Francesco di Paola.

Nel 1670, all’età di venti anni, entra in qualità di Frate oblato nel vicino Protoconvento di Paola dove, il 28 settembre dello stesso anno, comincia il noviziato sotto la guida del Maestro P. Giovanni Paletta. Con la vestizione dell’abito religioso prende il nome di Fra Nicola da Longobardi.
Con la professione dei voti temporanei il 29 settembre 1671, Fra Nicola lega la sua vita a quella dell’Ordine dei Minimi ed è inviato nel convento di Longobardi, dove gli sono affidati gli uffici di sagrestano, ortolano, dispensiere, cuoco e questuante.

Negli anni 1673/77 è di comunità nei conventi di: San Marco Argentano, Montalto Uffugo, Cosenza e Spezzano, con gli uffici di sagrestano, portinaio, cuoco, ortolano e questuante.
Dal 1677 alla primavera del 1679 il P. Provinciale, P. Carlo Santoro lo richiama nel Convento di Paola, scegliendolo come suo compagno nelle visite ai conventi della provincia religiosa di S. Francesco.
Nel maggio 1679 è inviato a Roma nel convento di S. Francesco di Paola ai Monti, come compagno dell’anziano Parroco, P. Angelo da Longobardi.

Nel 1683 si reca pellegrino al Santuario di Loreto per esprimere la sua pietà mariana e intercedere in favore della liberazione di Vienna e dell’Europa dall’assedio degli Ottomani. Da Loreto, dove andò “buono”, Fra Nicola, nel giudizio di tutti i confratelli, ritornò “santo”. In questo periodo sceglie come suo direttore spirituale il P. Giovanni Battista da Spezzano Piccolo.
Dal 1684 subentra al defunto Fra Pietro da Lappano nell’ufficio di portinaio, che manterrà fino al 1692. In questi anni sono frequenti le esperienze mistiche.
Nel 1692, con il beneplacito del Papa Innocenzo XII (Antonio Pignatelli, 1691-1700) viene inviato nuovamente nel Protoconvento di Paola. Vi dimora due anni. È un biennio di particolare “purificazione spirituale”.
Dal 1694 al 1696 viene trasferito nel convento di Longobardi per curare l’ampliamento e il restauro della chiesa e del convento.

Con l’autunno del 1696 viene incorporato nella comunità di S. Francesco di Paola ai Monti, in Roma, su richiesta degli stessi confratelli della locale comunità. Riprende l’ufficio di sagrestano, insieme ad altre incombenze della casa, del giardino, dell’orologio della torre campanaria. Alla morte del suo direttore spirituale, P. Giovanni Battista da Spezzano Piccolo, si affiderà alla guida di altri quattro religiosi di santa vita della stessa comunità: i PP. Antonio Via da Celico, Francesco Riccardo da Rivello, Paolo Accetta da Longobucco, Alberto Gullo da Cosenza.
Nel 1699 è addetto nuovamente alla portineria. Cura la Cappella del Fondatore e due volte l’anno attende alla questua della cera per le solenni Quarantore e per la festa del Santo.

Dal 1700 al 1709 agli uffici di comunità aggiunge, come ormai da anni, l’assistenza ai poveri, le visite agli infermi, e frequentemente di notte la visita alle sette chiese.
Nel gennaio del 1709, durante il tormentato pontificato di Clemente XI (Giovanni Francesco Albani, 1700-1721) offre la sua vita per la Chiesa e perché sia evitato al popolo un nuovo “sacco” di Roma.
Il 3 febbraio dello stesso anno, poco dopo la mezzanotte, rende la sua anima a Dio invocando due volte: “Paradiso! Paradiso!”.

Il 17 settembre 1786, il Papa Pio VI (Giovanni Angelo Braschi, 1775-1789) lo innalzava alla gloria dei Beati.
Il 23 novembre 2014, Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio) lo iscrive nell’albo dei santi.

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