Santa Scolastica, Vergine

Il nome di Scolastica, sorella (forse gemella) di Benedetto da Norcia, richiama al femminile gli inizi del monachesimo occidentale, fondato sulla stabilità della vita in comune.
Benedetto invita a servire Dio non già “fuggendo dal mondo”verso la solitudine o la penitenza itinerante, ma vivendo in comunità durature e organizzate, e dividendo rigorosamente il proprio tempo fra preghiera, lavoro o studio e riposo; famoso resta il motto “Ora et Labora”.

Da giovanissima, Scolastica si è consacrata al Signore col voto di castità. Più tardi, quando già Benedetto vive a Montecassino con i suoi monaci, in un altro monastero della zona, lei fa vita comune con un gruppetto di donne consacrate.

La Chiesa ricorda Scolastica come santa, ma di lei si conoscono solo poche vicende agiografiche. L’unico testo quasi contemporaneo che ne parla è il secondo libro dei Dialoghi di Pp Gregorio I (S. Gregorio Magno – 590/604). Ma i Dialoghi sono soprattutto composizioni esortative, edificanti, che propongono esempi di santità all’imitazione dei fedeli mirando ad appassionare e a commuovere, senza ricercare il dato esatto e la sicura referenza storica. Inoltre, Gregorio I parla di lei solo in riferimento a Benedetto, solo all’ombra del fratello, padre del monachesimo occidentale.

Ecco la pagina in cui li troviamo insieme. Tra loro è stato convenuto di incontrarsi solo una volta all’anno. E Pp Gregorio I ce li mostra appunto nella Quaresima (forse) del 542, fuori dai rispettivi monasteri, in una casetta sotto Montecassino. Un colloquio che non finirebbe più, su tante cose del cielo e anche della terra.
L’Italia del tempo è una preda contesa tra i Bizantini del generale Belisario e i Goti del re Totila, devastata dagli uni e dagli altri. Roma s’è arresa ai Goti per fame dopo due anni di assedio, in Italia centrale gli affamati masticano erbe e radici.
A Montecassino passano vincitori e vinti; passa Totila (re degli Ostrogoti e re d’Italia dal 541 al 552) attratto dalla fama di Benedetto, e passano le vittime della violenza, i portatori di tutte le disperazioni, gli assetati di speranza…

Viene l’ora di separarsi. Scolastica vorrebbe prolungare il colloquio, ma Benedetto rifiuta: la Regola non s’infrange, ciascuno torni a casa sua. Allora Scolastica si raccoglie intensamente in preghiera, ed ecco scoppiare un temporale violentissimo che blocca tutti nella casetta. Così il colloquio può continuare per un po’ ancora. Infine, fratello e sorella con i loro accompagnatori e accompagnatrici si separano; e questo sarà il loro ultimo incontro.

Tre giorni dopo, leggiamo nei Dialoghi, Benedetto, avuta notizia della morte della sorella “da un segno divino” (vedendo la sua anima salire verso l’alto in forma di colomba), la seppellì nella tomba dove anch’egli fu sepolto, poco più tardi (intorno al 547): «come la mente loro sempre era stata unita in Dio, nel medesimo modo li corpi furono congiunti in uno stesso sepolcro».

Le reliquie dei SS. Scolastica e Benedetto, in gran parte, sono conservate sotto l’altare maggiore della Basilica di Montecassino.

Significato del nome Scolastica: “colei che insegna” (latino).

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