Bisognava far festa… perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita

Il figlio maggiore, arrabbiato, disse a suo padre: «Da tanti anni io ti ho obbedito senza mai trasgredire un tuo comando!… e del prodigo che torna da te, ti fai maggior caso di me!»

Appena sentito suo Figlio parlare così, il padre gli rispose con mitezza: «Ascolta tuo padre. Tu, sei con me, perché mai ti sei allontanato da me; non ti sei, tu, separato dalla Chiesa; tu sei sempre presente accanto a me, insieme a tutti i miei angeli. Ma questi è venuto, coperto di vergogna, nudo e senza bellezza, gridando: «Abbi pietà! Ho peccato, padre, e ti supplico perché sono colpevole davanti a te. Accettami come salariato e nutrimi, perché ami gli uomini, Signore e maestro dei secoli».

«Tuo fratello ha gridato: «Salvami, padre santo!»… Come avrei potuto non avere compassione, non salvare mio figlio che gemeva, che singhiozzava?… Giudicami, tu che mi biasimi… La mia gioia, in ogni tempo, è amare gli uomini… Essi sono la mia creatura: come potrei non averne pietà? Come potrei non avere compassione del suo pentimento? Le mie viscere hanno generato quel figlio di cui ho avuto pietà, io, il Signore e maestro dei secoli.

«Tutto ciò che è mio è tuo, figlio mio… La fortuna che hai non è diminuita, perché non prendo da essa per far regali a tuo fratello… Di ambedue sono l’unico Creatore, l’unico padre, buono, amante e misericordioso. Onoro te, figlio mio, perché sempre mi hai servito e obbedito; di questi, ho compassione, perché si abbandona interamente al pentimento. Dovevi dunque condividere la gioia di tutti coloro che ho invitato, io, il Signore e maestro dei secoli.

Perciò, figlio mio, rallegrati con tutti gli invitati al banchetto e unisci i tuoi canti a quelli degli angeli, perché questo tuo fratello era perduto ed è stato ritrovato, era morto e, contro ogni aspettativa, è risorto». Sentite queste parole, il figlio maggiore si è lasciato convincere e ha cantato: «Gridate di gioia, voi tutti! ‘Beato l’uomo a cui è rimessa la colpa, e perdonato il peccato’ (Sal 32,1). Ti lodo, o amico degli uomini, tu che hai salvato anche mio fratello, tu, il Signore e maestro dei secoli».

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