Preghiera alla “Madonna dei miracoli” per ottenere grazie

NOVENA ALLA MADONNA DEI MIRACOLI

1 – O Madonna di Miracoli e Madre mia Maria, Ti sei mostrata tanto buona da onorare con la tua presenza questo luogo che Tu stessa hai così destinato a centro di devoti pellegrinaggi e sorgente di grazie e di benedizione. Fa’ che anch’io possa godere dei tuoi meravigliosi benefici e ottenga in particolare quella grazia per la quale oggi Ti prego con tutto il mio fervore.

2 – O Madonna dei Miracoli e Madre mia Maria, Tu hai eletto esecutore della tua volontà un uomo semplice e onesto e m’hai così insegnato che l’umiltà è necessaria per ottenere le tue grazie e i tuoi favori. Fa’ che io possa rendere semplice ed umile il mio cuore ed ottenere così da Te quella grazia per la quale particolarmente Ti prego.

3 – O madonna dei Miracoli e Madre mia Maria che hai accolto e ricompensato la fede e l’amore dei nostri padri, i quali Ti hanno innalzato questa chiesa, e Ti sei mostrata con loro generosa nel concedere ogni grazia ed ogni beneficio, guarda la mia fede e il mio amore per Te dimostra la tua inesauribile generosità concedendomi la grazia per la quale particolarmente Ti prego.

LE TRE DOMENICHE IN ONORE DEL CUORE DI SAN GIUSEPPE efficace per ottenere grazie

LA GRANDE PROMESSA DEL CUORE DI SAN GIUSEPPE

Il giorno 7 giugno del 1997, festa del Cuore immacolato di Maria, un’anima carmelitana di Palermo ancora vivente che vuole rimanere anonima, stava recitando il rosario; all’improvviso, ebbe una visione: vide un sole fulgidissimo emanare una luce bianca e nel centro un cuore di carne da cui uscivano tre gigli bianchi. Il veggente pensò fra se che fosse il Cuore di Maria SS. Ma l’angelo custode disse: “ Questo è il Cuore del glorioso S. Giuseppe sposo di Maria SS. che non è conosciuto né amato dai cristiani, mentre invece il Signore vuole che sia conosciuto, amato ed onorato assieme ai Cuori di Gesù e di Maria” ! L’angelo proseguì dicendo che la festa del Cuore di S. Giuseppe dovrebbe essere la domenica dopo la festa dei Cuori di Gesù e Maria e che tutti coloro che per tre domeniche consecutive, in qualunque periodo dell’anno, riceveranno la S. Comunione in onore del Cuore di S. Giuseppe, riceverebbero da Lui grandi grazie e che quale Padre amoroso, sosterrebbe la loro anima in tutti i loro bisogni, li consolerebbe in punto di morte sarebbe loro avvocato dinanzi al tribunale di Dio. In seguito, in altre occasioni, S. Giuseppe ha dettato a quest’anima le litanie al suo Cuore ed altre preghiere ed infine la invitò a dipingere un quadro in cui è rappresentato il Cuore di S. Giuseppe. In tutto il veggente si sottomette alla S. Chiese nel valutare e giudicare questi fenomeni, ogni fedele è libero di prestare una fede umana a tutto ciò.

CONSACRAZIONE AL CUORE CASTISSIMO DI SAN GIUSEPPE

Cuore Castissimo di San Giuseppe, proteggi e difendi la mia famiglia contro ogni male e pericolo. Cuore Castissimo di San Giuseppe, spargi sull’umanità intera le grazie e le virtù del tuo Cuore Castissimo. San Giuseppe, io mi consegno realmente a te. Ti consacro la mia anima e il mio corpo, il mio cuore e tutta la mia vita. San Giuseppe, difendi la devozione al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria. Con le grazie del tuo Cuore Castissimo, distruggi i piani di Satana. Benedici tutta la santa Chiesa, il Papa, i Vescovi e i Sacerdoti di tutto il mondo. Noi ci consegnamo a te con amore e con fiducia. Adesso e per sempre. Amen.

Sposa amorosissima di San Giuseppe, Tu hai sempre venerato in Lui lo Sposo Immacolato e Verginale, vicario illibato dell’Amore Divino. Donaci, o Madre amorosissima, l’amore più ardente del Tuo Cuore Immacolato a Lui, per onorarLo e amarLo, degnamente, nella Santa Chiesa, dolcissimo Vicario della divina Carità.

Sposa Immacolato di Giuseppe, al Suo Cuore purissimo Tu hai affidato, per volontà del Divin Padre, il tuo Cuore e il Cuore Divino di Gesù, in unico palpito di amore verginale. Affida ora al Suo Cuore amatissimo L’amore di ogni anima, di ogni famiglia e di tutta la Chiesa, perché ne sia Maestro, Custode e Padre a nome e gloria dell’Amore Infinito.

La promessa della Madonna per chi indossa lo scapolare del Carmelo

La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell’Ordine Carmelitano, San Simone Stock (il quale L’aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare -detto comunemente «Abitino»- così gli parlò: «Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».

Detto questo, la Vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Sua Prima «Grande Promessa».

Non bisogna credere minimamente, però, che la Madonna, con la sua Grande Promessa, voglia ingenerare nell’uomo l’intenzione di assicurarsi il Paradiso, continuando più tranquillamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l’Abitino fino in punto di morte.

Condizioni

**Il primo scapolare deve essere benedetto ed imposto da un Sacerdote
con una sacra formula di consacrazione alla Madonna
( è ottimo andare a richiederne l’imposizione presso un convento di Carmelitani)

L’Abitino, deve essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisamente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l’altra sulle spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa

È necessario morire rivestivo del sacro abitino. Chi l’ha portato per tutta la vita e sul punto di morire se lo toglie, non partecipa alla Grande Promessa della Madonna

Quando lo si dovesse sostituire, non è necessaria una nuova benedizione.
Lo scapolare in stoffa può essere anche sostituito dalla Medaglia (Madonna da una parte, S. Cuore dall’altra).

ALCUNE PRECISAZIONI
L’Abitino (che non è altro che una forma ridotta dell’abito dei religiosi carmelitani), deve essere necessariamente di panno di lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone o nero. L’immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di pura devozione. Scolorandosi l’immagine o staccandosi l’Abitino vale lo stesso.

L’Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione.

Chi, per qualche motivo, non può portare l’Abitino di lana, può sostituirlo (dopo averlo indossato di lana, in seguito all’imposizione fatta dal sacerdote) con una medaglietta che abbia da una parte l’effige di Gesù e del Suo Sacro Cuore e dall’altra quella della Beata Vergine del Carmelo.

L’Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal collo è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si resti mai privi di esso.

Impegni

Impegni particolari non sono prescritti.
Tutti gli esercizi di pietà approvati dalla Chiesa servono ad esprimere ed alimentare la devozione alla Madre di Dio. Tuttavia è raccomandata la recita quotidiana del S. Rosario.

Indulgenza parziale

Il pio uso dello Scapolare o Medaglia (per esempio un pensiero, un richiamo, uno sguardo, un bacio…) oltre che favorirci l’unione con Maria SS. e con Dio, ci procura una indulgenza parziale, il cui valore aumenta in proporzione alle disposizioni di pietà e di fervore di ciascuno.

Indulgenza plenaria

Si può acquistare nel giorno in cui si riceve per la prima volta lo Scapolare, nella festa della Madonna del Carmine (16 luglio), di S. Simone Stock ( 16 maggio ), di Sant’Elia profeta ( 20 luglio), di Santa Teresa del Gesù Bambino ( 1 ottobre ), di Santa Teresa d’Avila ( 15 ottobre ), di tutti i Santi Carmelitani ( 14 novembre ), di San Giovanni della Croce ( 14 dicembre ).

Per tali indulgenze sono richieste le seguenti condizioni:
1) Confessione, Comunione Eucaristica, preghiera per il Papa;
2) promessa di voler osservare gli impegni della Associazione dello Scapolare.

PROMESSA della MADONNA a Papa GIOVANNI XXII:
(PRIVILEGIO SABATINO)
Il Privilegio Sabatino, è una seconda Promessa (riguardante lo scapolare del Carmine) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra, il Privilegio ottenuto da Lei in Cielo, dal Suo diletto Figlio.

Questo grande Privilegio, offre la possibilità di entrare in Paradiso, il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso.

Non bisogna confondere la Grande Promessa della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a S. Simone Stock, non sono richieste né preghiere né astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carmelitana, che è l’Abitino, per essere aiutati e guidati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio per non patire il fuoco dell’Inferno.

Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settimana, massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l’Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore.

Condizioni
per ottenere il privilegio sabatino

1) Portare, giorno e notte indosso, l’«Abitino», come per la Prima Grande Promessa.
2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.

3) Osservare la castità secondo il proprio stato.

4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l’Ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della S. Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) e astenersi dalle carni, nel mercoledì e nel sabato per la Madonna e nel venerdì per Gesù, eccettuato il giorno del S. Natale.

ALCUNE PRECISAZIONI

Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l’astinenza dalle carni non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.

La commutazione dell’astinenza dalle carni in altra penitenza si può chiedere a qualunque sacerdote.

Preghiera ai sette dolori di San Giuseppe per ottenere una grazia sicura

La grande promessa di San Giuseppe:

“Qualunque persona dirà ogni giorno, tutto un anno, sette Padre Nostro e sette Ave Maria a riverenza dei sette dolori che io ebbi nel mondo, otterrà da Dio ogni grazia, purché sia giusta (ossia conveniente)”.

1. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della maternità di Maria Vergine. Assistimi paternamente in vita e in morte

Padre Nostro, Ave Maria.

2. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della nascita di Gesù Bambino. Assistimi paternamente in vita e in morte.

Padre Nostro, Ave Maria.

3. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasioni della circoncisione di Gesù Bambino. Assisti m i paternamente in vita e in morte.

Padre Nostro, Ave Maria.

4. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della profezia di Simeone. Assistimi paternamente in vita e in morte.

Padre Nostro, Ave Maria.

5. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione della fuga in Egitto. Assistimi paternamente in vita e in morte.

Padre Nostro, Ave Maria.

6. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione dei ritorno dall’Egitto. Assistimi paternamente in vita e in morte.

Padre Nostro, Ave Maria.

7. Giuseppe santo, per il dolore e la gioia che provasti in occasione dello smarrimento e ritrovamento di Gesù nel tempio. Assistimi paternamente in vita e in morte.

Padre Nostro, Ave Maria.